AGI – Un settore tra incertezza gestionale e “buchi” di bilancio, tra confusione manageriale e bassi livelli essenziali di assistenza. Nel pieno della seconda ondata del coronavirus, la sanità calabrese, da 11 anni in piano di rientro e da 10 anni commissariata, vive giorni estremamente tesi, a causa delle polemiche legate alla figura del commissario ad acta, dopo la nomina da parte del governo di Giuseppe Zuccatelli in luogo dell’ex generale dei Carabinieri Saverio Cotticelli, finito nell’occhio del ciclone per aver ammesso in tv di non sapere che tra le sue competenze era ricompreso il piano anti Covid per la Calabria. Al posto di Cotticelli, Palazzo Chigi ha indicato Zuccatelli, già in passato presidente di Agenas e con incarichi in varie regioni d’Italia, attuale commissario straordinario dei due ospedali di Catanzaro. Ma anche su Zuccatelli è scoppiata un’autentica bufera dopo che è diventato virale un suo video in cui si pronuncia sull’inutilità delle mascherine per contrastare la diffusione del coronav