VIDEO | I medici modenesi: “Stiamo rivivendo l’incubo di marzo”

MODENA – Massimo Girardis, direttore della Terapia Intensiva del Policlinico di Modena, lancia un grido d’allarme: “Abbiamo vissuto un incubo a marzo che non avremmo mai voluto rivedere, non c’è nessun medico che vuole vedere queste cose. Facciamo il nostro lavoro e lo facciamo in maniera professionale, ma siamo molto stanchi. E abbiamo bisogno assolutamente che la gente si renda conto di quello che succede. Non è questione di persone o di numeri, ma di forza emotiva per far fronte a tutto questo. Abbiamo bisogno che tutti partecipino a ridurre l’estensione di questa malattia”.

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STIAMO SFIORANDO I NUMERI DI MARZO

Il professore, in forze all’hub territoriale dove si affronta il Covid, manda anzitutto “un ringraziamento a tutti gli operatori sanitari e in particolare alla mia équipe, che si sta veramente dannando” e aggiunge: “Ad oggi stiamo arrivando al picco di ricoveri in terapia intensiva che abbiamo avuto a marzo: abbiamo 55 pazienti verso un massimo di marzo che era stato di 66. La crescita è stata lenta di quella di marzo ma è stata inesorabile, con due pazienti al giorno ricoverati in terapia intensiva tra Baggiovara e il Policlinico”. Avverte ancora Girardis: “Se siamo costretti ad aumentare i posti letto Covid, tenuto conto che gli altri pazienti di terapia intensiva devono poter aver diritto a entrare, dobbiamo contrarre quella che è l’attività programmata.

LE RACCOMANDAZIONI

La mia raccomandazione più forte, ai giovani e ai ventenni che girano senza mascherina ‘ma tanto dopo non vado a trovare i nonni’, è questa: se non si inverte il trend, si riduce la possibilità di curare tutte le altre malattie”. Da un punto di vista clinico, aggiunge il direttore, “le terapie a disposizione sono simili a quelle di marzo, le abbiamo solo rese più precise. Ad oggi la mortalità dei pazienti che arrivano in terapia intensiva è uguale a quella che avevamo a marzo, quindi più o meno il 30%. Rispetto a marzo, abbiamo visto una riduzione dell’età media di 10 anni: gli anziani hanno imparato a proteggersi un po’, i giovani e le persone di mezza età pensano di essere immuni da malattie gravi,

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