Al via il convegno della Società Italiana delle Storiche sui movimenti femministi, attaccato da zoombombing

locandine_femministe1ROMA – “Le donne saranno sempre divise le une dalle altre? Non formeranno mai un corpo unico?”. Cinquant’anni fa si apriva con questo interrogativo di Olympe de Gouges, drammaturga e attivista vissuta in Francia durante il periodo della rivoluzione, il Manifesto apparso sui muri di Roma e Milano nel luglio 1970 ed elaborato da Rivolta femminile, il gruppo femminista nato dall’incontro fra Carla Lonzi, Carla Accardi e Elvira Banotti. Ed è a partire da questo Manifesto, che per molte studiose segna la nascita del movimento femminista in Italia, che stamattina si è aperto il convegno organizzato nelle giornate del 13, 14 e 19 novembre dalla Società Italiana delle Storiche (Sis) in collaborazione con Archivia e Casa Internazionale delle Donne di Roma e intitolato ‘Cinquant’anni di rivolta. I movimenti femministi dal lungo ’68 a oggi’. 

A chi può interessare, nell’Italia di oggi, che non si parli di femminismo?, viene da chiedersi attorno alle 11, quando, a poco piu’ di mezz’ora dal suo inizio, il convegno, promosso dapprima in presenza e poi spostato online a causa dell’emergenza Covid, viene interrotto e preso di mira da un vero e proprio Zoombombing. Un attacco della stanza Zoom aperta dove si stava svolgendo la tavola rotonda virtuale, messo in atto attraverso la condivisione di immagini e scritte inneggianti al duce, svastiche e contenuti volgari infarciti di insulti sessisti, da parte di più profili, molto probabilmente inventati per inscenare l’azione di disturbo. Prontamente segnalato alla Polizia Postale, l’attacco non ha scalfito lo spirito dell’iniziativa che, sottolinea la neopresidente della Sis Raffaella Sarti “non vuole essere un’occasione di celebrazione quanto piuttosto di riflessione” sui 50 anni del Manifesto di Rivolta, che si apre richiamando Olympe de Gouges e quindi crea fin da subito un dialogo tra passato e presente, tra Rivoluzione francese e 1970, creando una filiera di storia, memoria e azione politica che, da un certo punto di vista, sottende la denuncia del fatto che molte delle ragioni dell’azione politica di Olympe de Gouges non erano venute meno nel 1970″.

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