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Usa, Caratelli (Aur): “Il Paese è diviso, il nuovo presidente dovrà ricucire”

di Tommaso Meo

IRENE_CARATELLIROMA – Le elezioni negli Stati Uniti ci stanno restituendo la fotografia di un Paese con un elettorato diviso come forse non mai. Anche per questo, spiega all’agenzia Dire Irene Caratelli, docente e coordinatrice del Programma di relazioni internazionali e politiche globali della American University di Roma (Aur), “guerre e proiezioni esterne non saranno una priorita’ per il prossimo presidente e bisognera’ invece ricucire il tessuto sociale e pensare al welfare e alla pandemia“.

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Quattro anni di amministrazione Trump avrebbero polarizzato e diviso gli elettori, senza pero’ scalfire di molto il sostegno al presidente repubblicano, a differenza di quanto si potesse pensare alla vigilia. Secondo Caratelli, “da un punto di vista dell’economia e della politica estera non ci sarebbe alcun motivo per sostenere Trump, ma non e’ quello che importa al suo elettorato”. La spiegazione migliore, allora, sarebbe l’ideologia. “L’elettorato di Trump si basa sul sentimento – dice Caratelli – e non sui dati”.

Se cosi’ non fosse, questa la tesi, la gestione della pandemia e la crisi economica degli ultimi mesi avrebbero influito di piu’ sulle elezioni. “Per chi lo vota Trump e’ una persona che fa quello che vuole, riportando l”io’ al centro della politica americana e l’ha fatto come nessuno prima” sottolinea Caratelli. “Ha detto cose che nessun presidente aveva mai osato dire e ha offerto sponde a gruppi che prima erano stati messi da parte”.

COSA SUCCEDERÀ SE A VINCERE SARÀ BIDEN?

Quali invece gli scenari nel caso di una vittoria, oggi ritenuta probabile, di Biden? Se con una presidenza democratica sui diritti civili la tendenza cambierebbe molto, le scelte di politica estera di Trump e l’approccio economico protezionistico non sarebbero facili da invertire.

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