AGI – “Me vie’ da piagne, che sarà? Ciao Gigi, esempio di romanità”. È lo striscione dei romanisti adagiato sulle transenne che stamattina davanti alla Porta del Popolo fronteggiava lo stendardo ufficiale della Roma, squadra del cuore di Proietti, collocato sul sagrato della chiesa del funerale, simboleggiando la separazione tra le diverse facce cittadine per l’addio al re di Roma volato in cielo.
Dentro la piazza i pochi ammessi alla cerimonia della chiesa degli Artisti, colleghi illustri e familiari selezionati dalla famiglia costretta dalle regole antiCovid a limitarsi a una sessantina di inviti, fuori, fermata e controllata da una schiera di poliziotti, la gente comune, quella che nonostante la blindatura del funerale fosse nota, non ha rinunciato a rivolgere a Proietti, seppur un po’ da lontano, l’ultimo saluto e