Non è solo una questione legata ai nuovi casi, ma è determinante anche capire quanto il virus corre veloce sul territorio e la capacità dei singoli territori di riuscire a far fronte, compresa la capacità di raccogliere dati.
Il sistema che è stato messo in piedi per monitorare l’evoluzione della pandemia in Italia mette insieme tra loro i dati epidemiologici del virus (il numero dei casi, l’indice Rt che mostra la capacità di un infetto di infettare altre persone, e il numero dei ricoveri, inclusi quelli in terapia intensiva) con i dati riferiti alle strutture sanitarie, al tasso di saturazione dei servizi sanitari su quello specifico territorio (per esempio il livello di saturazione dei reparti di terapia intensiva) e con quelli che servono a valutare la capacità da parte delle strutture sul territorio (le regioni) di raccogliere e acquisire informazioni sull’evoluzione della pandemia. Il tutto confluisce in una dashboard in cui tutti questi dati sono combinati per valutare un livello di rischio per ciascuna regione.
La valutazione è effettuata da una Cabina di Regia a cui partecipa oltre al dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute (Gianni Rezza è il direttore generale di questo dipartimento), l’Istituto Superiore di Sanità (Presidente Silvio Brusaferro) e i membri designati dalla Conferenza delle Regioni (in questo caso Lombardia, Campania e Umbria).

L’attività di raccolta dei dati è attiva sin dallo scorso mese di maggio. Nel corso della conferenza stampa il pres