di Tommaso Meo
ROMA – Dal Medio Oriente alla Cina, dall’Organizzazione mondiale della sanità alla Nato, passando per il multilateralismo e la pandemia: temi al centro di una tavola rotonda online organizzata dall’American University of Rome (Aur) alla vigilia delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Il webinar è stato il primo di un ciclo di incontri organizzati dall’ateneo nella capitale. Se quello di ieri è stato un’occasione per introdurre e analizzare le svolte a cui si potrebbe andare incontro con una nuova amministrazione americana, le prossime “round table” si focalizzeranno su aspetti particolari della politica americana, dal rapporto con la Cina all’importanza della Corte suprema. Alla discussione, moderata da Irene Caratelli – coordinatrice del programma di relazioni internazionali e politiche globali della Aur – e dalla docente Cecilia Sottilotta, hanno partecipato Federico Rampini, corrispondente dagli Stati Uniti per il quotidiano La Repubblica, Daniela Huber, responsabile del programma Mediterraneo e Medio Oriente dell’Istituto Affari Internazionali (Iai), e Luca Ratti, professore di storia delle relazioni internazionali all’Università Roma Tre. Il dibattito si è concentrato sulle ripercussioni per le relazioni internazionali del voto di oggi, qualsiasi sarà l’esito. Attenzione è stata però data a possibili cambiamenti nell’approccio di Washington con un’amministrazione democratica guidata da Biden.
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Partendo dall’Asia, Rampini ha detto che le relazioni tra Usa e Cina non cambieranno radicalmente, mentre Ue e Nato dovrebbero essere soddisfatte di una vittoria di Biden perché più “atlantista” di Trump. Secondo il giornalista, un successo democratico sosterrebbe il peso americano nelle organizzazioni internazionali: gli Usa tornerebbero a partecipare ai meccanismi dell’Onu per il contrasto ai cambiamenti climatici e all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Ratti ha sottolineato invece di non credere a una svolta nella politica internazionale nel caso di un presidente democratico alla Casa Bianca.