Favino saluta Proietti con una poesia in romanesco

ROMA – Pierfrancesco Favino saluta Gigi Proietti a modo suo, con una poesia in romanesco che omaggia il mattatore della Capitale. Sulla sua pagina Facebook, l’attore, Coppa Volpi all’ultima Mostra del Cinema di Venezia per ‘Padrenostro,’ ha espresso il dolore per una perdita inaspettata e improvvisa, che ha impedito al pubblico che ha tanto amato Proietti un ultimo saluto. Una morte sopraggiunta nel giorno dell’80esimo compleanno del grande attore, quello che sarebbe dovuto essere un giorno di festa e che si è trasformato nel giorno dell’addio. In tanti quelli che questa mattina si sono recati sotto la clinica privata Villa Margherita, dove un arresto cardiaco si è portato via l’attore romano, per lasciargli un bigliettino e dei fiori. Favino, invece, ha voluto salutarlo così.

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L’ADDIO DI FAVINO A PROIETTI

Però ‘n se fa così, tutto de botto.

Svejasse e nun trovatte, esse de colpo a lutto.

Sentì dentro a la panza strignese come un nodo

Sape’ che è la mancanza e nun avecce er modo

de ditte grazie a voce pe’ quello che c’hai dato

pe’ quello che sei stato, perché te sei inventato

un modo che non c’era de racconta’ la vita

e ce l’hai regalato così un po’ all’impunita,

facendo crede a tutti che in fondo eri normale,

si ce facevi ride de quello che fa male,

si ce tenevi appesi quando facevi tutto,

Parla’, balla’, canta’, pure si stavi zitto.

Te se guardava Gi’, te se guardava e basta

come se guarda er cielo, senza vole’ risposta.

All’angeli là sopra faje fa du risate,

ai cherubini imparaje che so’ le stornellate,

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