Il lago di Cava Gabbana a rischio, il polmone verde di Milano sta per essere interrato

MILANO – Il lago di Cava Gabbana, uno dei sei laghi inseriti nel del Parco Est delle cave, polmone verde e area protetta dell’est milanese, rischia di scomparire e diventare una discarica di terra.

Lo specchio d’acqua, emerso spontaneamente alla fine degli anni ’70 dopo la conclusione della attività estrattive, è infatti piombato da un paio d’anni nell’interesse di un’iniziativa di interramento voluta dall’azienda proprietaria dell’area (Immobiliare Cascina Rodano) e autorizzato dall’amministrazione del Comune alle porte di Milano. Tuttavia, non tutto pare procedere secondo le regole, e soprattutto non tutti sono d’accordo con la decisione.

L’accordo tra Comune e proprietà risale al 2018, ma è nel luglio 2019 che la questione inizia a far rumore. In piena estate infatti, uno dei residenti della zona verde di Vimodrone si affaccia al balcone del suo appartamento che dall’alto guarda al lago: poco dietro allo specchio d’acqua, leggermente nascosto ma comunque visibile, c’è un cantiere.

“Mi sono accorto che degli alberi erano stati tagliati e il prato dietro al lago non era più interamente verde, c’era una parte grigia, asfaltata”: a scoprire tutto ciò è Franco Ingangaro, che subito si preoccupa per la piccola oasi di Vimodrone. “Ci sono rimasto malissimo” racconta Franco, il quale, dopo qualche ora di riflessione, decide di rivelare tutto ai propri concittadini su Facebook. Passa solo qualche giorno e da lì, nasce il comitato ‘Salviamo il Lago Gabbana’.

Trascorre un altro giorno soltanto e Ingangaro ha la fortunata opportunità di incontrare ad un meeting di lavoro alcuni dirigenti della piccola città alle porte di Milano: il sindaco Dario Veneroni e l’assessore all’ambiente Andrea Citterio. La loro risposta è lapidaria: “Il permesso di costruire è già stato dato alla proprietà”.

Ultimo capitolo nelle intenzioni del Comune ma non per la neonata delegazione di cittadini di Vimodrone, per cui invece è solamente l’inizio. La prima mossa del comitato ‘Salviamo il Lago Gabbana’ è quella di richiedere l’accesso agli atti del Comune, che però dà parere negativo.

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