Covid, Simit: “Basta far parlare l’esperto di turno, media si basino solo su fonti certificate”

L’altolà degli infettivologi: “Negare la gravità dell’epidemia disorienta e peggiora la situazione, allunga le code per i tamponi e ai Pronto soccorso e, in ultima analisi”

ROMA – “In questi giorni, le affermazioni sul Covid-19 potenzialmente fuorvianti e inutilmente divisive pubblicate sui media hanno raggiunto un nuovo livello di guardia. Sottovalutare la forza e la pericolosità di questa malattia ha contribuito a trasformare quello che in agosto si voleva considerare solo un colpo di coda, in una nuova potente ondata epidemica”. Così in un comunicato la Simit.

LA REALTÀ DELLA SECONDA ONDATA

Questa seconda ondata è capace come e più della prima di travolgere gli argini se non viene gestita con uguale dose di prudenza e decisione da parte di tutti. “Negare dignità epidemiologica a quello che succede sotto ai nostri occhi vuol dire rendere invisibile una malattia in grado di farci ammalare e morire- sottolinea il presidente Simit Marcello Tavio-. Il virus è assolutamente lo stesso della prima ondata, la differenza è che adesso, diversamente da allora, siamo in grado di diagnosticare molti più casi nella fase asintomatica o paucisintomatica, diluendo le percentuali di letalità della malattia; ma se lasciamo Sars-CoV-2 libero di diffondersi attraverso disattenzione e disinformazione, con l’aumentare dei casi nella popolazione generale aumenteranno drammaticamente malati e morti, come già sta succedendo. Opinioni individuali non basate sulla rigorosa analisi dei dati o avvalorate dalla comunità scientifica che si riconosce nelle Società scientifiche accreditate, andrebbero raccolte e diffuse dai media con molta attenzione; a volte, infatti, le posizioni personali degli ‘esperti’ hanno disorientato l’opinione pubblica e il rischio è che si inneschino comportamenti individuali e sociali che favoriscano il diffondersi dell’epidemia. Covid-19 è una patologia ‘nuova’, che richiede umiltà, capacità di studio e compartecipazione, e a ben poco valgono i successi ottenuti in precedenza o addirittura in altri campi. Non dimentichiamo il caso emblematico dello scopritore della Pcr, uno dei Nobel più importanti della Medicina, che era un noto negazionista dell’Aids: per colmo d’ironia, fu proprio la sua scoperta a dimostrare in maniera inconfutabile che aveva torto”. 

LA NECESSITÀ DI UNA AUTO-DISCIPLINA

La Simit chiede quindi che si affronti al più presto il problema della gestione dell’informazione e delle notizie sul Covid-19,

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