ROMA – “Per la nostra comunita’ non c’e’ parita’ di diritto di accesso al voto; molte volte i servizi postali distano dalle abitazioni 140 miglia, circa 220 chilometri”. A raccontarlo all’agenzia Dire e’ Marci Mc Lean, nativa cresciuta nella Blackfeet Nation, riserva nello Stato del Montana abitata da quelli che i coloni europei chiamarono Piedi neri e sono pero’ anzitutto Niitsitapi, un termine indiano che vuol dire “popolo originale”.
Mc Lean e’ direttrice esecutiva di Western Native Voice, un’organizzazione con sede a Billings che si occupa di “accrescere la rilevanza politica dei nativi americani”. In concreto, a pochi giorni dalle elezioni di martedi’, il loro compito e’ incoraggiare i Niitsitapi a partecipare sostenendoli nelle procedure di voto, spesso difficoltose per gli esponenti della comunita’.
Su cinque milioni di nativi che vivono negli Stati Uniti, un terzo non e’ registrato nelle liste elettorali e la percentuale dei votanti tra gli indiani d’America e’ ovunque inferiore a qualsiasi altro gruppo – fino a 10 punti percentuali in meno.
“In piu’, questa elezione e’ particolare perche’ si svolgera’ prevalentemente con il voto per posta, una cosa a cui la nostra comunita’ non e’ abituata” dice Mc Lean. “Tra i nostri votanti il 70 per cento di solito si presenta fisicamente alle urne”.
Al momento le statistiche di voto sono piuttosto basse. “E non fatichiamo a capire il perche’” sottolinea la direttrice. “I nativi americani nel Montana sono il 7 per cento della popolazione ma rappresentano 30 per cento dei morti da Covid-19; il virus ha avuto un grande impatto sulla nostra comunita’ e al momento molti stanno pensando a quello che sta succedendo alla propria gente e meno alle elezioni”.
Per rimediare alle grandi distanze e alla carenza di uffici postali e seggi elettorali, Western Native Voice riferisce di aver dispiegato “un centinaio di persone nelle citta’ per aiutare i nativi, offrendo loro un passaggio per il seggio o andando a prendere le buste per il voto e riportandole poi agli uffici postali”. Per poter continuare a farlo gli attivisti hanno dovuto vincere una causa contro una legge statale che non consentiva deleghe per ritirare le buste al posto di un’altra persona.