Covid, i pediatri: “Non è più tempo di talk show, ora dobbiamo essere uniti”

ROMA – “Non è più il tempo di critiche, dei ‘Te lo avevo detto’, di talk show e attacchi. Adesso e’ il tempo di prestare aiuto. Il mio ringraziamento va a tutti i pediatri del territorio e in ospedale per l’enorme impegno che stanno dimostrando. Lavoriamo fino a 16 ore al giorno e non dobbiamo tirarci indietro, ora che siamo di nuovo in piena emergenza pandemica”. È questo il messaggio che Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps), dà all’indomani del webinar che ha visto gli oltre 2.000 soci riuniti in rete per affrontare l’impatto della seconda ondata epidemica nelle famiglie e nei bambini.

LA SCUOLA E IL RUOLO DEL PEDIATRA

Quale dovrà essere il ruolo del pediatra in questo autunno e inverno per garantire che gli alunni della scuola dell’Infanzia, della Primaria e della Secondaria di primo grado possano frequentare le lezioni in presenza? 

“Richiamo tutta la Pediatria e la Medicina a un forte senso di unità- risponde Di Mauro- nei prossimi giorni e nelle prossime settimane la situazione sara’ ancora piu’ dura e le famiglie hanno bisogno di certezze, risposte e confronti. Dobbiamo poterli tranquillizzare offrendo una comunicazione a 360 gradi, non solo ai genitori ma anche tra gli stessi pediatri di famiglia, tra pediatri e colleghi, tra pediatri di famiglie e dipartimenti di prevenzione, Uopc, Usca e Team Covid. È necessario avere a disposizione protocolli comuni in modo che ognuno sappia cosa deve fare”.

L’APPELLO DELLA SIPPS

Gia’ lo scorso agosto la Sipps aveva rivolto un appello alle istituzioni polito-sanitarie per affrontare un’eventuale seconda ondata adottando una strategia basata su tre pilastri: rafforzamento del territorio, vaccino antinfluenzale e aumento del numero di tamponi. “Non tutti i punti sono stati soddisfatti, la realta’ varia da regione a regione- risponde Di Mauro- Rafforzare il territorio non significa che chi opera sul territorio debba lavorare per 10. Ci vogliono piu’ risorse umane ed economiche. Ieri con il presidente della Fimp, Paolo Biasci,

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