FOTO | VIDEO | “Ultima birra 17.30”: viaggio a Bologna, city senza food

Da via Indipendenza a via Farini, da Piazza della Mercanzia a via del Pratello, una città irriconoscibile che, di colpo, vive solo d’asporto

bologna_lockdownBOLOGNA – Tendoni chiusi, zuppi e gocciolanti; tavolini accatastati, sedie radunate in un angolo, a lato dei grandi pavimenti in legno che riempiono di dehors le strade di Bologna. Piove e tira vento in questo ultimo lunedì di ottobre nella “city of food”: stasera non c’è proprio il clima giusto per una cenetta fuori casa. Il clima mite che invogliava apericene e menu all’aperto fino al giorno prima è stato spazzato via. Come i clienti e i loro ristoranti, però. E il maltempo forse maschera almeno un po’ questa prima sera con il coprifuoco a cui bar, ristoranti, osterie e pub hanno dovuto piegarsi sotto le Due torri per ordine del nuovo dcpm anti-Covid. Qualcuno si era ‘arreso’ fin dal mattino: “Nuovo orario di chiusura alle 18. Ultima birra alle 17.30”, avvisava un pub di piazza dei Martiri quando ancora era orario da caffè. Aggiungendo: dall’1 novembre “il nostro locale rimarrà chiuso”.

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bologna_lockdownSerrande abbassate, strade bagnate e spettrali si sono riprese le scena poche ore dopo, lì dove di solito è protagonista la movida. E così mentre in altre città del nord, come Milano e Torino, la protesta contro il semi-lockdown ieri animava le piazze rimaste senza locali, Bologna sotto la pioggia era semideserta, per un sera a letto presto. Via delle Moline, fino a domenica invasa da tavolini e seggiole, tanto da impedire il passaggio alle stesse biciclette, ieri sera era un’autostrada dove i riders acceleravano sui pedali senza timore di incrociare ostacoli. Nella vicina e più larga via Righi le luci del portico sono rimaste accese su una sfilata di serrande abbassate e menu che nessuno ordinerà mai. Al fianco, gli scheletri dei dehors che ogni sera, Covid o non Covid,

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