VIDEO | Disturbi nei bambini, IdO: “Il futuro della ricerca è integrare saperi”

“Fare diagnosi e terapia è come disinnescare una bomba”: dice la neuropsichiatra dell’Istituto di Ortofonologia (IdO)

ROMA – “La modalita’ di approccio all’eta’ evolutiva che ci caratterizza mette il bambino al centro di ogni speculazione e considera sempre la complessita’ del disturbo. Ogni manifestazione in eta’ evolutiva, ma anche in eta’ adulta, e’ il risultato di innumerevoli fattori che intervengono nel processo di crescita. Quindi, ogni volta che ci troviamo di fronte a un disagio o a un disturbo dobbiamo recuperare quella dimensionalita’, persa negli ultimi anni con le diagnosi categoriali, per permetterci di scrivere la storia del bambino”. Apre cosi’ Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), la prima delle due giornate precongressuali interamente in live streaming sul sito Ortofonologia.it. Un evento che permette all’IdO di presentare l’offerta formativa della Scuola di specializzazione in Psicoterapia psicodinamica dell’eta’ evolutiva dell’IdO e della Fondazione MITE.

La letteratura internazionale “ha reso noto che il bambino e’ competente gia’ dai primi anni vita– continua la psicoterapeuta- alla nascita, ad esempio, ha il cosiddetto dispositivo di riconoscimento di contingenza, ovvero la capacita’ di cogliere i nessi causali. Le neuroscienze dicono che ci sono strutture innate in ognuno di noi ma predisposte con dei vuoti. Significa- spiega ancora la specialista- che ci sono degli elementi archetipici innati e predisposti con dei vuoti che poi l’ambiente interviene a plasmare. Sappiamo, pertanto, come i meccanismi epigenetici trasformino il patrimonio originario”. La ricerca scientifica mette ormai sotto la lente di ingrandimento il periodo gestazionale: “È una realta’ che in ambito psicodinamico abbiamo da sempre considerato. I dati che le neuroscienze hanno messo a disposizione- conferma la responsabile del servizio Terapie IdO- ci permettono di valutare la scientificita’ di queste considerazioni: non sono solo interpretazioni di ordine psichico- rimarca Di Renzo- perche’ nella prima infanzia nulla puo’ essere solo psichico o solo biologico”. Si parla infatti di realta’ biopsichica, in quanto “evolve grazie a tutto quello che c’e’ intorno. Una buona sintonia tra il bambino e la mamma a tre mesi di vita e’ predittiva di una migliore disposizione sociale a tre anni.

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