Il dramma di mamma Chiara: “Mia figlia, tre anni, collocata dal padre che ha procedimento per abusi”

ROMA – “Ipercurante, avviluppante”. Così la Ctu descrive Chiara (nome di fantasia), la mamma coraggio che a DireDonne ha raccontato la sua paura scoppiata da quando, il 2 ottobre, un provvedimento del Tribunale ordinario di Treviso ha stabilito ‘il collocamento di sua figlia di 3 anni presso il padre’ chiedendo ai Servizi sociali il monitoraggio di quanto stabilito. Chiara era sconvolta e incredula quando lo ha raccontato: “Il capovolgimento della situazione- ha spiegato- è avvenuto con la richiesta di opposizione all’archiviazione eseguita dal mio avvocato all’interno del procedimento penale aperto dai Servizi sul padre per presunti abusi sessuali sulla bambina. Era da più di un anno che chiedevo in CTU che la situazione fosse valutata e monitorata dai Servizi Sociali, insieme ad una visita neuropsichiatrica infantile: il padre e la CTU hanno sempre negato tutto ed io sono sempre rimasta inascoltata”.

Il legale di Chiara, l’avvocato Girolamo Andrea Coffari, ha presentato un’istanza urgente per bloccare l’ordinanza, ma è stata respinta. “Inutile incoraggiare le donne, le madri- ha detto Coffari- a denunciare le violenze domestiche subite, in prima persona o dai loro figli, se poi vengono punite proprio in ragione di queste denunce da psicologi consulenti del Giudice che applicano una cultura ideologica negazionista, che in questo momento storico, almeno in Italia, pare andare per la maggiore, e in ragione della quale tolgono loro i figli per affidarli proprio ai padri indicati come inadeguati o violenti, fisicamente o psicologicamente. È necessario che si modifichino completamente le modalità d’indagine e valutazione dei casi di violenza domestica. Dovrebbero esserci- ha specificato Coffari- ripetute visite presso i domicili per valutare le effettive capacità genitoriali ed evitare che le madri protettive da vittime siano falsamente accusate come malevole o alienanti con risultati disastrosi e tragici per bambini e madri”.

La CTU nella storia di Chiara ha sostenuto di ‘non dover stabilire la fondatezza delle dichiarazioni ed evidenze medico-legali’ sugli abusi di cui riferisce la piccola Angela (nome di fantasia). La bambina, che non ha ancora 4 anni,

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