Alex Infascelli e il documentario su Totti: “Lui come Kurt Cobain e Gesù”

ROMA – La prima parola che ha pronunciato è stata “palla”. Ha animato lo stadio Olimpico per venticinque e intensi anni, fatti di vittorie, sconfitte, lacrime, adrenalina, emozioni, scudetti, invasioni di campo, striscioni, cori che intonavano “C’è solo un Capitano”. Un anno anno fa, il 17 giugno 2019, il suo addio all’A.S. Roma. Un lutto non solo per i tifosi romanisti ma anche per l’intera città. Sì, perché Francesco Totti è uno di quei pochi grandi calciatori ad avere il super potere di mettere tutti d’accordo.

Il mito del numero 10, però, non si è spento dal saluto a Trigoria. Il regista Alex Infascelli lo porta dai campi da calcio al grande schermo con ‘Mi chiamo Francesco Totti’: il docufilm raccontato in prima persona dalla voce del ‘Pupone’, tratto dal libro ‘Mio Capitano’ (edito Rizzoli) scritto dallo sportivo con Paolo Condò.

“È la notte che precede il suo addio al calcio e Francesco Totti ripercorre tutta la sua vita, privata e professionale, come se la vedesse proiettata su uno schermo insieme agli spettatori”, è questa premessa a mettere in moto il documentario, che “nasce dalla relazione tra Francesco e la città di Roma, che continua ancora oggi come racconta lui stesso”, ha detto Infascelli, durante la conferenza stampa di presentazione alla quindicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, in programma fino al 25 ottobre. “Ho supportato la narrazione con un racconto cinematografico – ha continuato il regista – dopo di che è arrivato Francesco: guardando la copertina del libro di Condò con la foto di Totti ho pensato ‘io senza di lui non posso fare questo film: o è un duetto o non se ne fa niente’. Io non avevo voglia parlare di calcio, ma di Francesco e non di Totti. La prima cosa che gli ho detto è stata ‘io non so nulla di calcio’, e lui mi ha risposto ‘sei perfetto’. Qui abbiamo cominciato a duettare”.

In ‘Mi chiamo Francesco Totti’ le immagini e le emozioni scorrono tra momenti chiave della sua carriera,

 » Continua a leggere su DIRE.IT…