Lo scontro tra negazionisti e resto del mondo sul Covid visto dai social

AGI – Dopo otto mesi difficilissimi alle prese con il Coronavirus, in Italia si è generata una divisione netta: c’è chi pensa che si tratti di una gravissima emergenza sanitaria e chi, invece, sostiene si tratti di un’emergenza democratica, la  graduale e pianificata soppressione della libertà dei cittadini voluta da non meglio precisati “poteri forti”.

Questi ultimi formano un fronte ampio, trasversale e variegato che unisce all’insegna del “no al Covid” e “no alle mascherine” diverse sensibilità e orientamenti politici: negazionisti, complottisti, “no vax” e gilet arancioni che in rete e sui social hanno creato numerosi spazi condivisione e aggregazione, proprio mentre molti leader politici, classi dirigenti, autorità sanitarie e media sono impegnati nell’intento di spiegare come proteggersi dalla pandemia, monitorando l’andamento dei contagi.

Definiti complottisti e negazionisti con una forte connotazione anti scientifica, rappresentano un fenomeno rilevante, complesso, presente in tutto il mondo, che va studiato dal punto di vista sociologico e della comunicazione. Il comune denominatore è l’utilizzo massiccio degli strumenti digitali che la rete mette a disposizione, facilitando la condivisione di contenuti, spesso virali, e di notizie definite da molti come fake news.

Un’ampia platea di persone che dice “no”: le loro tesi si basano sul presupposto che il Covid non esiste, ma si tratta di un’operazione pianificata dai “poteri forti” con la complicità delle forze politiche, per imporre un regime di sorveglianza autoritario. Una contestazione spesso manifestata con toni accesissimi che si alimenta nella “piazza social”, per poi trasferirsi nelle piazze delle città itali

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