Icar 2020: si può azzerare il rischio contagio da Hiv, ma resta ignoranza nei giovanissimi

ROMA – Dal 12 al 16 ottobre si svolge la 12esima edizione di ICAR – Italian Conference on AIDS  and Antiviral Research, la conferenza italiana su AIDS e ricerca antivirale. Un’occasione di confronto e riflessione tra specialisti, pazienti e operatori sanitari per non dimenticare quella che è stata un’altra pandemia, ancora da vincere definitivamente.

IL PAZIENTE HIV NEL 2020: IN ETA’ AVANZATA, RISCHIO DOPPIO DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI E AUMENTO DI PESO – Le terapie moderne per l’infezione da HIV hanno trasformato questa malattia in una patologia cronica. Oggi l’aspettativa di vita di una persona affetta da infezione fa HIV è sostanzialmente sovrapponibile a quella della popolazione generale. “Tuttavia, diversi studi hanno dimostrato una maggior frequenza di alcune patologie non infettive, legate normalmente all’invecchiamento, quali ad esempio le malattie cardiovascolari, per le quali il rischio è quasi il doppio nelle persone con infezione da HIV – ha evidenziato il Prof Paolo Bonfanti, Professore di Malattie Infettive presso l’Università Milano-Bicocca a Monza – Le terapie attualmente a disposizione permettono comunque di abbassare il rischio di sviluppare queste condizioni legate all’invecchiamento, riducendo lo stato di infiammazione cronica che l’infezione determina e che è in parte alla base di esse. Pur trattandosi di regimi terapeutici gravati da minor tossicità rispetto a quelli del passato, possono comunque indurre alcuni eventi inattesi come l’aumento di peso e costituire quindi essi stessi un potenziale fattore di rischio”.

LA STRATEGIA SHOCK & KILL: UNA SPERANZA PER ERADICARE IL VIRUS DELL’HIV – L’Hiv oggi si può controllare, garantendo al paziente una qualità di vita molto simile al resto della popolazione, e si può ridurre la viremia fino ad azzerarne il rischio contagio. Resta di fatto un ultimo limite ancora non superato: l’eradicazione del virus dall’organismo. Uno dei principali ostacoli all’eliminazione dell’HIV dall’organismo è la sua capacità di sopravvivere in forma latente dentro le cellule CD4 (Linfociti T) che si trovano in uno stato non attivo. Queste cellule sono infettate da HIV e lo mantengono in uno stato di latenza: il virus resta così invisibile al sistema immunitario e si formano dei reservoir virali. Soltanto quando il virus comincia a riprodursi, il sistema immunitario rileva la cellula infetta.

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