AGI – Sono state chiuse le indagini sulla filiale italiana di Uber Eats, i cui manager sono accusati di caporalato, dopo che gli inquirenti della procura di Milano hanno rivelato che i rider venivano “pagati 3 euro l’ora”, “depauperati delle ritenute d’acconto che venivano operate ma non versati” e sottoposti “a condizioni di lavoro degradanti, con un regime di sopraffazione retributivo e trattamentale”.
Le parole sono dello stesso sostituto procuratore Paolo Storari, che nell’avviso di chiusura indagini, ha riportato alcune frasi delle intercettazioni che hanno portato (a luglio) al commissariamento dell’az