Covid-19 e ritiro a casa: le donne sono meno resilienti e solo il 26% fa scelte finanziarie in autonomia dal partner

ROMA –  “Il 79% delle donne condivide le scelte finanziarie con il proprio partner e solo il 26% le fa in autonomia. Le donne sono inoltre meno confident e meno determinate ad accrescere le proprie competenze finanziarie”, perché lo percepiscono “come un tema troppo complesso”. È il ritratto nelle parole di Nadia Linciano, responsabile dell’Ufficio Studi Economici della Consob, di una popolazione femminile che, complice anche la dura emergenza sanitaria, sta vivendo un ritiro a casa, un vero e proprio esodo di autoesclusione. Ed è stato questo il filo rosso che ha guidato il webinar di oggi pomeriggio, promosso da Banca d’Italia, nel mese dedicato all’educazione finanziaria, con Soroptimist international, associazione impegnata nella riduzione delle differenze di genere. ‘Le donne contano. Un percorso di educazione finanziaria pensato per le donne’ è il titolo scelto per questo approfondimento nella direzione di spiegare il motivo del “ritiro delle donne” da alcuni ambiti, soprattutto con la crisi generata dalla pandemia, come evidenziato dalla Vice direttrice generale di Banca d’Italia, Alessandra Perrazzelli che ha aperto i lavori, mettendo in luce il ritardo di genere e la necessità di mettere in piedi “azioni positive”, come è stata la nascita, ad esempio, “in Banca d’Italia di una struttura dedicata all’educazione finanziaria“.

Ha spiegato la Vicedirettrice: “La prima impressione che abbiamo dai dati sulla crisi è quella di un ritiro a casa delle donne“. Lo smart working ha assorbito in sé un tema culturale, per cui “le donne- ha ricordato- a casa hanno dovuto fare i conti con il lavoro domestico. Le donne inoltre sono meno consapevoli delle loro competenze finanziarie”, ma i problemi esistono anche per le donne imprenditrici: “Hanno più difficoltà e hanno meno tendenza a chiedere accesso al credito, una sorta di autoesclusione- ha precisato Perrazzelli- che ha a che vedere anche con la naturale avversità al rischio delle donne. Il divario passa attraverso le competenze, ma spesso loro stesse si pensano meno attrezzate anche nella gestione. Cultura finanziaria, tecnologia per conciliare, e accesso ai fondi sono azioni positive” da mettere in campo secondo la Vicedirettrice che ha ricordato come questi temi attraversino anche il fenomeno della violenza domestica.

 » Continua a leggere su DIRE.IT…