Dai premi Nobel per la Medicina forte messaggio per la lotta all’Hcv

ROMA – Un forte stimolo e uno slancio per l’eradicazione dell’Epatite C a seguito della proclamazione dei Premi Nobel per la Medicina. Ecco il forte significato che proviene dall’assegnazione del prestigioso riconoscimento agli scopritori del virus dell’HCV, nel 1989, e assieme l’indicazione precisa di rafforzare e aumentare i trattamenti che, con la pandemia, hanno registrato preoccupante calo.

EPATITE C SI PUÒ VINCERE, MA RIPRENDANO SCREENING E TRATTAMENTI

Il Nobel per la Medicina 2020 è stato dato agli americani Harvey J. Alter e Charles M. Rice e allo scienziato britannico Michael Houghton per la scoperta del virus dell’epatite C. Negli ultimi anni, secondo quanto spiegato dal Comitato, sono stimati 70 milioni di casi di Epatite C nel mondo, e il dato potrebbe essere sottostimato, e causa 400mila decessi all’anno ed è una delle cause più comuni di trapianti di fegato. Questa scoperta è stato l’inizio di un fruttuoso processo, culminato oggi con la disponibilità dei nuovi farmaci antivirali ad azione diretta (DAA), che permettono di eradicare il virus in maniera definitiva, in tempi rapidi e senza effetti collaterali. Ancora
prima dei trattamenti, però, devono essere identificati i pazienti affetti dal virus, spesso non consapevoli: il cosiddetto “sommerso” si stima che ammonti oltre i 300mila soggetti. Questi temi sono al centro del progetto MOON di AbbVie: una serie di webinar in questi mesi autunnali per mettere a confronto infettivologi, epatologi ed internisti, affinché facciano rete
per trovare efficaci strategie.

L’IMPORTANZA DEL TRATTAMENTO NEL PAZIENTE CON COMORBIDITÀ

luigi adinolfiL’importanza di intervenire per tempo nella cura dell’Epatite C è data dalle conseguenze, anche letali, che il virus può provocare nell’organismo. “L’HCV si associa nel 70-80% almeno ad una comorbidità- evidenzia il Prof. Luigi Elio Adinolfi, Professore Ordinario di Medicina Interna Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli- I pazienti con HCV hanno una ridotta
aspettativa di vita per un incremento della mortalità sia per cause epatiche sia extraepatiche. Il virus dell’epatite C, infatti, oltre a causare epatite cronica, cirrosi ed epatocarcinoma, è responsabile di patologie extraepatiche come crioglobulinemia, diabete, arteriosclerosi, infarto, scompenso
cardiaco, ictus ischemico, patologie renale e neuro-pschiatriche. Intervenire efficacemente con i nuovi farmaci, eliminando l’infezione da HCV,

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