VIDEO | Tartarone: “Al San Carlo di Nancy 300 ricostruzioni del legamento crociato anteriore l’anno”

ROMA – Il legamento crociato anteriore, di cui sentiamo parlare molto spesso perché la sua rottura è uno dei traumi sportivi più comuni soprattutto tra i calciatori, è uno dei quattro legamenti principali del ginocchio. E’ definito così per la sua struttura che si incrocia, insieme al legamento posteriore, al centro dell’articolazione. A livello nazionale sono 40mila le operazioni l’anno di ricostruzione del crociato ma i numeri sono in crescita perché il livello agonistico, anche tra i giovanissimi, si è elevato. Il San Carlo di Nancy a Roma si pone come centro di riferimento specializzato per questo tipo di interventi, definito ‘ad alto volume’ visto che si eseguono circa 300 ricostruzioni di Lca l’anno. Per capire meglio di cosa si tratta, quali sono i sintomi post rottura e le nuove tecniche chirurgiche, l’agenzia di stampa Dire ha intervistato via skype il responsabile di Ortopedia del nosocomio capitolino, il dottor Mario Tartarone. 

Si sente spesso parlare di legamento del crociato anteriore e soprattutto delle rotture che questa struttura subisce, dovute spesso a traumi da sport. Quanto è importante l’LCA per la stabilità del ginocchio? E come riconoscere se ci siamo infortunati? 

“La stabilità del ginocchio è garantita da strutture che reagiscono in maniera attiva, parliamo della muscolatura in particolar modo del quadricipite, e poi ci sono strutture ‘passive’ che garantiscono la stabilità e tra queste il crociato anteriore è la più importante. In generale, insieme al crociato anteriore, quello posteriore e i menischi svolgono una funzione di stabilizzazione del ginocchio oltre i collaterali. L’LCA ha la funzione di limitare l’iperestensione della tibia sul femore e di limitare la rotazione interna della tibia, sempre sul femore. Tutti i traumi che agiscono su questi due vettori di forza o traumi in iperestensione o in rotazione del ginocchio e con il piede bloccato, possono determinare una sua lesione. Il primo sintomo è il dolore, il paziente o lo sportivo avverte infatti un dolore molto forte perché è una strutture innervata e poi si nota un gonfiore. E’ chiaro che una valutazione clinica nell’immediato fornita da un ortopedico, esperto di traumatologia dello sport, è in grado di identificare una lesione di questo tipo che va confermata con risonanza magnetica.

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