ROMA – “L’età mediana delle persone affette dalla patologia psichiatrica che consideriamo più grave, la schizofrenia, che si rivolgono ai servizi è molto alta”. Lo evidenzia Fabrizio Starace, presidente della Società italiana di epidemiologia psichiatrica (Siep), intervistato dalla Dire per tracciare un bilancio dei servizi di salute mentale in Italia in vista della Giornata mondiale della salute mentale, il prossimo 10 ottobre.
Il dato relativo alle persone affette da schizofrenia non va sottovalutato perché, spiega Starace, “dovremmo intercettare le persone nell’età adolescenziale o nella giovane età adulta, quando sappiamo vi è l’esordio del 75% di queste condizioni. Invece li vediamo molto più avanti nel tempo. Una situazione- prosegue lo psichiatra- che deve imporre una maggiore attenzione al perseguimento degli obiettivi prioritari del Piano d’azione salute mentale ancora vigente nel nostro Paese, ma poco praticato. Ad esempio ci sono l’individuazione e il trattamento precoce degli esordi soprattutto delle condizioni psico-patologiche più gravi, come la schizofrenia”.
Osservando la situazione epidemiologica generale delle malattie mentali, il presidente Siep chiarisce che “i numeri complessivi delle persone che sono in contatto con i servizi rimangono stabili, quella che sembra ridursi è la percentuale di persone che entrano in contatto per la prima volta con i servizi e che noi chiamiamo l’incidenza dei disturbi, cioè il comparire di nuovi casi nell’anno che si prende in considerazione. È un dato che deve far riflettere, perché non credo che possa essere dovuto al ridursi della frequenza delle patologie psichiatriche che anzi tutti gli elementi ci dicono sono probabilmente in crescita. Piuttosto- considera- credo che dipenda dalla scarsa fiducia che i cittadini ripongono nella possibilità di trovare risposta al bisogno proprio o dei propri figli rivolgendosi ai servizi pubblici“.
A proposito dell’affidabilità e della qualità dei servizi di salute mentale, Starace, da direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl di Modena, ricorda l’esperienza dell’Emilia Romagna che “ha avviato da anni un programma specifico nei propri servizi per gli esordi psicotici e ha visto così ridursi della metà il tempo che intercorre tra la prima comparsa dei sintomi e il ricorso ai servizi. Questo significa- ribadisce- che quando ci si muove in maniera coerente, dando visibilità e credibilità alle proprie azioni di cura,