AGI – Il mercato non può dare tutte le risposte. Il populismo è una falsa medicina. La speculazione finanziaria è responsabile di stragi e fame. Alla fine cosa salverà questo mondo di nessuna memoria e cento egoismi? Papa Francesco risponde: la fratellanza. Concetto che accomuna, se declinato nel giusto modo, cristianesimo e mondo moderno. Diceva Jean Guitton, filosofo cattolico al di sopra di ogni sospetto, che il “fraternità” della Rivoluzione Francese altro non era se non la carità spiegata ai laici. Chiudere lo iato di due secoli di incomprensioni pare sempre più essere una delle cifre dell’attuale pontificato.
Bergoglio tende la mano alla modernità nel momento in cui questa annaspa: i nodi sociali vengono al pettine, la pandemia ha messo a nudo “tutta la nostra fragilità”. Francesco d’Assisi aveva la risposta già un secolo e mezzo prima della Grande Peste del 1348. Diamogli ascolto, suggerisce il suo omonimo: adesione al Vangelo, totale e libera dalle glosse. Una speranza, un invito. Anche un rischio, se si vuole, perché Francesco, per restare nell’esempio, era diacono ma non economist