“C’è una recrudescenza in corso. Un conto è la quarantena soft per un chirurgo che deve operare, un conto ipotizzarla per i calciatori”, dice il virologo
ROMA – “Quest’anno, se succederà ciò che è successo in Australia, cioè una stagione influenzale piuttosto lieve grazie ai provvedimenti del covid, questo ci aiuterà- ha affermato Pregliasco-. La fregatura è che è difficilissimo differenziare dal punto di vista clinico le varie forme. L’influenza, come sempre, ce l’aspettiamo nella sua diffusione da Natale in poi. Ora, con gli sbalzi termici, vedremo soprattutto i virus cugini dell’influenza, che determinano raffreddori, un po’ di febbricola. La vaccinazione anti-influenzale è una cosa importante, a questo punto diventa un vantaggio aggiuntivo per una diagnosi differenziale. Inoltre sembra che vaccinarsi contro l’influenza aumenti anche le difese nei confronti del covid. Lo ha detto il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario ospedale Galeazzi di Milano, è intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. Sulla vaccinazione anti-influenzale.
IL TREND DEI CONTAGI
“Era un destino segnato e lo sapevamo, perché si è passati da una forma epidemica ad un andamento endemico. La dimensione dei focolai dipenderà da quanto i dipartimenti di prevenzione riusciranno a bloccare questi focolai. E’ chiaro che non possiamo fare degli sgambetti a chi sta cercando di fare questo lavoro al meglio e bisogna continuare ad usare questo nuovo galateo nei contatti interpersonali”.
SUL CALCIO “NON ANDIAMO A CERCARCI GUAI”
“C’è la necessità di maggiori precisazioni, rispetto ai protocolli. Oggi c’è una recrudescenza in corso dell’epidemia, andare a cercarsi guai è un qualcosa che va oltre l’opportunità. Dire che è possibile una quarantena soft dei calciatori, perché c’è un interesse superiore, non mi sembra adeguato. Un conto è la quarantena soft per un chirurgo che deve operare e che è difficilmente sostituibile, altro conto è farla per i calciatori”, ha concluso Pregliasco su Radio Cusano Campus.
BAMBINI DA TENERE A CASA SE NON STANNO BENE
“Anche gli anni scorsi, anche per la sola influenza, si sarebbe dovuto avere l’accortezza di tenerli a casa. L’indicazione è sempre quella di mantenere a casa i bimbi perché la diffusione di forme simil-influenzali creerà e sta già creando un disastro.