Caso Pietro, lo psicoterapeuta: “I bimbi non sono pacchi, basta forzature”

ROMA – “Basta con queste forzature sui bambini. Se il padre è stato condannato per aver procurato dei danni al figlio, che oggi ha 6 anni, quando era più piccolo, non è possibile con questo dolore così vivo per il bambino che lo si costringa a stare forzatamente con il padre“. Lo ha dichiarato alla Dire, con fermezza, Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e fondatore dello storico Istituto di Ortofonologia, commentando il video esclusivo dell’agenzia di stampa sull’incontro protetto e sofferto tra un bambino che abbiamo chiamato Pietro e suo padre, già condannato per lesioni e rinviato a giudizio anche per abusi sessuali, con udienza fissata a gennaio 2021.

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Ha ricordato l’esperto che esiste un modo e un tempo affinché il bambino sia accompagnato ad elaborare quanto accaduto in passato, ma “incontrare il padre in questo modo- ha spiegato- vuol dire solo aumentare la frattura del bambino con il mondo degli adulti. Quella che viene proposta è una sofferenza, per giunta stupida”.

Quanto al fatto che il padre è rinviato a giudizio per abusi sessuali Castelbianco ha ribadito: “Almeno la decenza che finisca il secondo procedimento. Ci vuole equilibrio nel fare questo lavoro. Qui c’è tanta incompetenza. Basta con queste spinte, che sono forzature sui bambini. Non sono pacchi. Ricominciamo da capo con percorsi e progetti nei quali sia il bambino a guadagnare e non il padre”.

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