ROMA – L’invidia è “uno dei più forti moventi che spingono gli esseri umani a commettere crimini, da quelli minori fino a quelli estremi come l’omicidio”. Lo sostiene Carlo Melodia, psichiatra e psicoanalista, commentando il duplice omicidio avvenuto a Lecce, in cui Antonio De Marco ha ucciso – dopo aver architettato un folle piano- i fidanzati Daniele De Santis ed Eleonora Manta.
“Ovviamente- prosegue l’esperto- all’interno della società umana l’invidia, nel suo grado più estremo, è qualcosa di inaccettabile. Poiché chi vive l’invidia in tal modo tende a vedere come un nemico chi riesce a esprimere una vita e degli aspetti di successo e, inconsciamente, non si sente in grado di realizzare una condizione simile. Per questo motivo essa è un movente collettivo per le guerre tra gli Stati. Questo senso di impotenza e frustrazione si trasforma in un movente molto pericoloso”.
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Secondo Melodia è comprensibile che gli inquirenti proseguano nella ricerca del movente e vogliano “soddisfare i loro dubbi”, alla ricerca di una spiegazione “a un mistero così enorme, che ci lascia veramente attoniti” e che vede contrapposti “da una parte una scena di comune felicità di coppia– ricorda lo psichiatra- o almeno così ha visto quest’uomo, e dall’altra una persona che comincia a pianificare un omicidio, a covare un piano distruttivo che non porterà nulla di buono neanche nella sua vita. È distruzione e distruttività allo stato puro”.
Riguardo alla recente convivenza della coppia, che fino a qualche tempo fa aveva condiviso un appartamento con il presunto assassino, lo psicanalista chiarisce che la richiesta di non vivere più tutti insieme potrebbe averlo “fatto sentire rifiutato. Da psicanalista- spiega- si potrebbe dire che la coppia lo ha escluso e lui potrebbe aver rivissuto una tragedia emotiva di esclusione dalla coppia genitoriale”.
Osservando dal punto di vista junghiano, Melodia chiarisce: “Se anche non fosse la coppia reale dei genitori, potrebbe aver provato un senso di esclusione dal nido della coppia genitoriale archetipica,