La crisi post Covid nelle città d’arte, a Firenze chiude il Caffè San Marco

FIRENZE – La chiusura del Gran Caffè San Marco di Firenze dimostra “la gravissima crisi” che sta vivendo il settore. E la notizia rinforza il teorema della Confesercenti: “Con i costi di gestione pre-covid e i fatturati post covid è alquanto arduo trovare un nuovo equilibrio per restare sul mercato”. Qualcosa “è stato fatto a livello locale e nazionale per provare a rendere possibile questo nuovo equilibrio, ma, in assenza di 15 milioni di turisti la forbice tra entrate ed uscite è così ampia che anche i cosiddetti ‘aiuti di Stato’ lasciano il tempo che trovano”, sottolinea Santino Cannamela, presidente di Confesercenti Firenze

Ora, finita la campagna elettorale per le regionali toscane, “occorre una vera e propria accelerata, e probabilmente anche un repentino cambio di direzione nelle politiche da adottarsi nel supporto a questa particolare tipologia di imprese”. Intanto, sottolinea, “basta con gli aiuti a pioggia e di natura assistenziale: occorrono provvedimenti mirati, per esempio sulle città d’arte ad alta densità turistica, e comunque di carattere strutturale non più bonus”.

In questo senso l’associazione di categoria propone la “riforma degli ammortizzatori sociali, destinando risorse solo alle attività davvero in crisi e in difficoltà, avendo ben presente la necessità di difendere il lavoro e non il posto di lavoro in quanto tale”. E ancora: il taglio del costo della manodopera, attraverso i contributi del personale dipendente e il cuneo fiscale, e la previsione di nuove forme di flessibilità del mercato del lavoro, come i voucher, soprattutto per attività stagionali, turistiche e del commercio. Confesercenti, poi, si sofferma anche sulle criticità legate allo smart working perché “il protrarsi di questa misura, soprattutto nel pubblico impiego, svuota le città e produce evidenti danni di carattere economico a molte attività.

Infine fa una considerazione sul blocco dei licenziamenti, un provvedimento giusto per affrontare l’emergenza e per evitare “gravi tensioni di carattere economico e sociale”. Adesso, tuttavia, “non possiamo più perpetuare questa situazione di blocco artificioso del mercato”.

Il Gran Caffè San Marco era aperto dal 1870,

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