ARTENA (RM) – Alla spalle dell’ex Granaio Borghese, sede del Consiglio comunale di Artena, una fila di luci disegna il nome di Willy. In piazza Valle Fini, poco dietro, gli scout del borgo in provincia di Roma impugnano uno striscione. Recita: ‘Artena sta con Willy‘. Quello dell’Ente Palio Artena: ‘No violenza, stop razzismo’. Una presa di posizione netta e inequivocabile della città da cui provengono i quattro indagati del feroce assassinio di Willy Monteiro Duarte, pestato a morte a Colleferro nella notte tra il 5 e il 6 settembre.
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Sopra i volti in mascherina dei ragazzi in maglietta bianca, tra le mani di uno degli amici di Willy, svetta la foto del 21enne di Paliano, elegante, in giacca e papillon, che l’Italia ha imparato a conoscere assieme al suo sorriso. Accanto alla testa della fiaccolata, organizzata dalla comunità di Artena dopo quelle partecipatissime di Paliano e Colleferro, gli occhi sofferenti di mamma Lucia, quelli di Milena, la sorella, e di Armando, il papà. A guardarla questa piazza, vuota di macchine e gremita di luci, il pensiero che la ferita causata da quella notte di violenza ancora sanguini diventa certezza.
Intorno alle 20.30 parte silenzioso un fiume umano di oltre 3mila persone. Percorre un reticolo di strade attorno alla scuole elementari nella parte nuova della città, guidato dal sindaco Felicetto Angelini, e qualche passo più indietro dai primi cittadini di Paliano e Colleferro. Un territorio compatto che sfila ai piedi del borgo vecchio per arrivare in via Guglielmo Marconi. Lì, sotto a un grande tricolore, il sindaco Angelini e don Antonio Galati, il parroco del paese, svelano il murales realizzato in appena cinque giorni e donato alla città da Alex Fenn, artista 19enne della vicina Palestrina. ‘Il vero guerriero non usa la forza ma il coraggio’ si legge sotto il volto di Willy ritratto sullo sfondo di un leone con le bandiere di Artena e di Capoverde,