‘Cibo sovrano’, Martina (Pd) presenta il suo nuovo libro: “Più guerre in un mondo affamato”

Maurizio Martina (Pd), gia ministro delle Politiche agricole, presenta il suo libro ‘Cibo sovrano. Le guerre alimentari globali al tempo del virus’, edito da Mondadori

ROMA – “In un mondo pieno di cibo gli affamati rischiano di aumentare. Ormai e’ chiaro, c’e’ sempre il rischio di una crisi alimentare mondiale anche con raccolti abbondanti e grandi riserve a disposizione”. In tutto cio’ la pandemia di CoVid-19 ha colpito tutti i settori, dalla finanza alla manifattura, dal commercio alle materie prime, stravolgendo intere catene di approvvigionamento, comprese quelle del cibo. Per l’emergenza alimentare, infatti, il virus e’ stato un pauroso acceleratore, che ha aggravato una lista gia’ lunga di criticita’.

Maurizio Martina (Pd), gia ministro delle Politiche agricole, lo scrive nel suo libro ‘Cibo sovrano. Le guerre alimentari globali al tempo del virus’, edito da Mondadori. Un’analisi, spiega nella videointervista all’agenzia Dire, sull’inadeguatezza di due visioni opposte: quella dei “globalisti” e quella dei “sovranisti” in un volume che si propone di indagare, senza reticenze, i limiti e le debolezze di entrambe.

Il tema del cibo “e’ cruciale, lo era prima della pandemia lo e’ a maggior ragione dopo, perche’ l’esperienza dell’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto ci ha fatto vedere, ovunque nel mondo, riguardo alla filiera alimentare, quanto sia fragile e delicato il modo che tutti i Paesi hanno di produrre, trasformare e distribuire il cibo”, dice Martina.

Un tema che “era gia’ strategico prima, se pensiamo anche solo al fatto che Cina e India vanno avanti come sono andati avanti in questi anni con tassi di crescita demografica ai livelli noti e con questo grande cambiamento delle diete da proteine vegetali ad animali”, spiega Martina, avvertendo che “rischiamo di non avere cibo per tutti, e questo e’ un tema politico enorme che sta interessando tutti i governi a ogni latitudine, ed e’ anche una grande sfida di potere tra gli stati e le grandi imprese multinazionali”.

Da questo punto di vista “vale la pena di ricordare che la stragrande maggioranza di conflitti anche armati che oggi purtroppo nel mondo viviamo ha sempre un incrocio con la questione decisivo della fame”,

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