Puglia amara per il centrodestra, tra Fdi e Lega veleni e accuse reciproche

BARI – “La notizia e’ che ha perso la Lega. Quelli non hanno votato Fitto. Pure Forza Italia, che noi davamo per morta, ha dato il suo contributo. La Lega no”. Sono le 21 e Raffaele Fitto sta per parlare nel suo comitato elettorale. Camicia bianca senza giacca ne’ cravatta, solca la grande sala del Palace Hotel tra gli applausi dei suoi. In fondo alla sala i dirigenti locali di Fratelli d’Italia non hanno dubbi: la Lega e’ passata in un anno, dalle europee a oggi, dal 25% a sotto il 10. La colpa della sconfitta e’ loro.

Fitto, davanti alle telecamere, fa il pompiere, non punta il dito contro nessuno: “Non ho motivo di dubitare del sostegno della Lega, Salvini e’ stato leale, e’ venuto a fare campagna elettorale”. In fondo alla sala, pero’, scuotono la testa: “Raffaele e’ un signore, fin troppo”.

Dalle parti della Lega Puglia la sensazione e’ di segno opposto. “Ci vuole una classe dirigente rinnovata. I Fitto e Caldoro hanno fatto il tempo loro…”, e il refrain dei leghisti che pure incassano un drappello di consiglieri, come fa notare lo stesso Salvini. Per il leader, la ricetta e’: ‘facce nuove’.

La sconfitta, per nulla attesa con questo scarto, pesa. Soprattutto perche’ fino a stamattina l’aria che si respirava nel centrodestra pugliese era un’altra. Si pregustava la vittoria. I notabili locali e anche qualche parlamentare sorridevano e ammiccavano alle telecamere. Alle prime proiezioni sono scomparsi dalla sala stampa. È rimasto solo Paolo Sisto (Fi), una passione per il pianoforte, che per stemperare la tensione girava fra i cartelloni de ‘La Puglia che funziona’ fischiettando e cantando.

E Giorgia Meloni? A un certo punto si andavano accreditando “voci incontrollate e pazzesche”. Come Zoff che segna di testa su calcio d’angolo contro l’Inghilterra mentre Fantozzi assiste alla Corazzata Kotiomkin, a un certo punto anche qui si dice che la leader di Fdi sia a Pescara, indecisa se dirigere la macchina a sud, verso Bari; o a nord,

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