A Roma al via ‘Lucha y Siesta’ 2.0: verso il primo bene comune transfemminista

ROMA – Beni comuni e movimento femminista e transfemminista si incontrano alla Casa delle Donne ‘Lucha y Siesta‘ a Roma, dove stamattina si e’ aperta, con l’assemblea plenaria, la due giorni del laboratorio di progettazione partecipata ‘Lucha y Siesta 2.0‘, con incontri, gruppi di lavoro e assemblee che puntano a costruire un percorso piu’ ampio nel quartiere e in citta’ con l’obiettivo ambizioso di fare di via Lucio Sestio 10 il primo bene comune transfemminista riconosciuto della Capitale. Un traguardo raggiungibile per le attiviste solo attraverso l’ottenimento della dichiarazione di evidenza pubblica e la stesura di un Regolamento di Autogoverno, tra gli argomenti al centro dei tre gruppi di lavoro che tra oggi e domani animeranno la due giorni. 

“‘Lucha y Siesta’ e’ ancora dentro la procedura di vendita- ricorda Cristiana Cortesi, attivista della Casa delle Donne del quartiere tuscolano, che fa il punto all’Agenzia di stampa Dire sullo stabile finito nel concordato preventivo di Atac- Si e’ consumata la prima asta che e’ andata deserta, ma siamo in attesa della conclusione del percorso della seconda asta, quindi e’ tecnicamente ancora in vendita. Lucha 2.0- spiega- e’ un percorso ardito, complesso, che inizia oggi e proseguira’ lungo questi mesi di lavori in cui noi vogliamo progettare insieme a tutta la comunita’ che ha attraversato e difeso ‘Lucha’, che cosa sara’ in futuro, dentro la cornice dei beni comuni. Crediamo che ‘Lucha y Siesta’ sia gia’ un bene comune, ma vogliamo progettare, immaginare, il suo regolamento di autogoverno, la sua dichiarazione di uso pubblico dentro la cornice dell’accumulo del pensiero del movimento dei beni comuni”. 

“Vogliamo rendere evidente come ‘Lucha y Siesta’ sia gia’ un bene comune, qui e ora- insiste un’altra attivista, Chiara Franceschini, aprendo i lavori- Vogliamo cercare di praticare vie nuove e spostare l’orizzonte piu’ in la’”.
Tante le parole chiave che sono tornate negli interventi delle femministe e degli ospiti in assemblea plenaria, partecipata anche dalle consigliere regionali Marta Bonafoni e Marta Leonori.

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