BOLOGNA – Mentre palestre e impianti sportivi riaprono, dice D’Onofrio, ottenere i certificati medici per fare attività agonistica è difficilissimo. I posti liberi sono introvabili, o ci sono attese di più di un mese. “Si assiste a una corsa alla riaffilazione alle società sportive, con la gente che ha voglia di tornare a fare sport, ma stiamo registrando una certa indisponibilità delle strutture pubbliche” a fare le visite per il rilascio dei certificati di idoneità per gli atleti, spiega Serafino D’Onofrio, presidente dell’Aics di Bologna, associazione a cui fanno capo molte società sportive. L’esistenza del problema è stato denunciato ieri in Regione Emilia-Romagna dai consiglieri della Lega. Il punto è proprio questo: per partecipare agli allenamenti a tutti gli atleti è richiesto il certificato di idoneità sportiva, ma “è impossibile prenotare una visita per ottenere la certificazione di idoneità sportiva”, si legge nell’interrogazione del Carroccio (a prima firma Valentina Stragliati) depositata ieri.
Spiega ancora il presidente di Aics D’onofrio: “Non c’è stato ancora, per questi servizi, un ritorno alla normalità; non c’è stato in una fase in cui il contagio da Covid è stato meno forte e ora temiamo che possa non esserci” se il coronavirus tornerà a diffondersi. E si crea così un paradosso: i gestori di palestre e impianti sportivi stanno predisponendo i protocolli per riaprire in sicurezza gli spazi agli sportivi elencando accorgimenti e regole da rispettare; compresa la frequentazione per attività agonistica, ma con l’apposito certificato. Quello che, appunto, non si riesce ad avere.
“Forse bisognerebbe provare a fare convenzioni sociali con le strutture come gli studi medici privati per superare questo problema concordando prezzi calmierati. Ripeto, è innegabile che questo problema dei certificati ora c’è”. E senza accordi calmiera-prezzi, il ricorso a strutture private rischia di costare caro. “Mentre le società sportive si impegnano per ripartire a fronte di una richiesta delle persone, c’è un generale clima, un contesto attorno al mondo dello sport, che non sta aiutando questo slancio alla ripartenza“, scuote la testa D’Onofrio parlando alla ‘Dire.