VIDEO | A Venezia 77 il documentario ‘The Rossellinis’, storia della famiglia allargata del grande regista neorealista

VENEZIA – Roberto Rossellini, indimenticabile maestro del Neorealismo, autore di capolavori della storia del cinema. Chi non vorrebbe essere suo figlio? Eppure essere discendente di uomo di tale successo, il cui genio e’ universalmente riconosciuto, puo’ riservare piu’ di un lato oscuro. Ne sa qualcosa suo nipote Alessandro, che ha dato un nome all’ansia da prestazione e al senso di inadeguatezza derivante dal dover sempre confrontarsi con un mostro sacro: ‘la rossellinite’, che secondo lui, potrebbe essere la causa dei problemi di tossicodipendenza avuti nel suo passato. Di questa ‘patologia’ famigliare l’esordiente regista parla in ‘The Rossellinis‘, evento speciale della Settimana Internazionale della Critica, presentato oggi alla Mostra del Cinema di Venezia. Il documentario racconta con ironia e senza peli sulla lingua la storia della grande famiglia allargata e multietnica creata da nonno Roberto, composta da 7 figli (di cui uno morto in tenera eta’) e 3 mogli (una italiana, una svedese e l’ultima indiana).

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‘The United Color of Rossellini‘, ha scherzato durante un incontro con la stampa il regista, definendo cosi’ ‘la grande tribu’ sparsa in tre continenti’ di cui fa parte. “La mia ipotesi e’ che la potenza di questo uomo sia viva dentro di noi ancora oggi- ha raccontato il regista intervistato dall’agenzia Dire- Tutti mi hanno detto di no, che ero affetto solo io dalla ‘rossellinite’, ma io non lo credo. Con questo film ho cercato di affrontare i non detti della mia famiglia, la causa del male di tutte le famiglie. Il percorso e’ stato terapeutico, ho capito che per essere Alessandro Rossellini la medicina e’ la normalita’. Essere un uomo che lavora e farlo decentemente, essere il miglior padre possibile”. Nel film ad essere intervistati sono praticamente tutti i componenti della famiglia,

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