AGI – Ora che sappiamo che Papa Francesco si appresta a dare al mondo la sua terza enciclica, e ne conosciamo anche il titolo, viene più facile inquadrare le sue parole in un ragionamento più vasto, in una cornice più ampia. “Fratelli tutti”, dirà Bergoglio da Assisi, e nonostante il luogo si può star certi che non si rivolgerà solo a Fratello Sole e Sorella Luna.

© Andreas Solaro/Afp
Papa Francesco (Afp)
Il Creato e le sue manifestazioni, anche le più silenziosamente tremende, saranno sì al centro delle sue riflessioni. Lo sono fin dall’inizio di questo pontificato, ed è risaputo che una delle due encicliche precedenti a questa proprio al Creato è dedicata, per non dire dell’esortazione apostolica sull’Amazzonia. Ma stando a quello che emerge in questi giorni, in cui procede senz’altro il lavoro di rilettura ed eventuale limatura del testo finale, non si tratta solo di questo.
Al centro del Creato c’è pur sempre l’Uomo, con le sue prerogative e le sue responsabilità. Non è stato lui a scatenare il coronavirus, ma è lui che ha posto e condizioni perché esso si manifestasse in modo così letale. C’è da cambiare sistema, pertanto. Uomo ascolta, i tempi ti interpellano.
La critica al sacro egoismo
Quanto detto dal Papa nelle ultime ore, insomma, prelude ed anticipa almeno in parte quel che si leggerà, elabora