Conte e Zingaretti, alla fine qualcuno si farà male (politicamente è chiaro)

ROMA – Tutti a dire no, che non c’è nessun attrito, nessuna frizione o incomprensione tra il premier Giuseppe Conte e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Poi basta ‘grattare’ un pochino, e tra i vari commenti raccolti tra personaggi influenti Dem, esce fuori un «adesso Conte ha rotto». Eh sì, qualcosa si è rotto in questo ultimo periodo. Prima dell’estate nei pensieri Dem il premier Conte era il faro, la perfetta sintesi della costruenda alleanza tra Pd e M5S da metter in campo alle prossime politiche. Poi ci si è persi in chiacchiere, con il presidente del Consiglio che pur pressato dal segretario Dem non si è voluto spendere più di tanto per costruire e far da ponte. Al contrario, oggi le sue parole a più orecchie sono suonate come un vero e proprio sberleffo. «Io ho fatto un invito pubblico alle forze di maggioranza dicendo che avrebbero fatto bene a sedersi intorno a un tavolo per dialogare anche a livello territoriale. Mi sembra ragionevole: non mi sono permesso di dare indicazioni di voto, ho fatto un invito al dialogo», ha detto Conte rispondendo a Beirut a una domanda sulle regionali. «Deve sempre esserci il tentativo di dialogare: poi se ci sono valutazioni differenti sul territorio, io non posso intromettermi. Sono valutazioni delle singole forze politiche e per di più fatte a livello territoriale. Men che meno mi mi posso intromettere nel dare indicazioni di voto», ha aggiunto. Incredibile, insomma il parere di un qualsivoglia consigliere comunal-regional-provincial vale più di chi governa, di chi ha il compito di reggere una maggioranza. Mentre si cerca in tutti i modi di portare a casa un risultato che non porti il centrodestra a stravincere, siamo al classico ‘me ne lavo le mani’, sono cose da partiti. Non saranno giorni facili. Già al Senato, su provvedimenti importanti, è cominciata la fase dell’allungare i tempi, con mille cavilli e richieste. Tutte questioni che si intrecciano poi con le altre strategie anche interne alle singole forze politiche della maggioranza, di chi,

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