ROMA – “Intendo convocare una conferenza straordinaria che veda coinvolti tutti i soggetti oggi protagonisti nel contrasto alla violenza contro le donne, dai centri antiviolenza alle Regioni, dalla Commissione femminicidio, agli enti locali, alle forze dell’ordine, a tutti i componenti della cabina di regia, non solo per verificare il Piano strategico nazionale di contrasto alla violenza maschile contro le donne, ma anche per disegnare una nuova progettualità ed eventualmente un nuovo sistema che accompagni il nostro Paese nel contrasto di questo fenomeno, ma soprattutto nella risposta alle singole vite delle donne alle quali oggi dobbiamo davvero tutto il nostro impegno, sia come istituzione che come Paese”. È l’annuncio che la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, ha fatto ieri in Senato pronunciando il parere favorevole del Governo alla risoluzione sulla ‘Relazione sulla governance dei servizi antiviolenza e sul finanziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio’ approvata nel pomeriggio a Palazzo Madama.
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Un “impegno” dovuto per la ministra nei confronti delle “donne che in questi mesi ci hanno lasciato, uccise tragicamente, trucidate dalla violenza più disumana che si può avere. Irina, Larisa, Barbara, Bruna, Pamela, Rossella, Irma, Lorena, Gina, Viviana, Alessandra. Perché noi parliamo di un fenomeno- sottolinea Bonetti- ma dietro quel fenomeno ci sono storie di vita, notti di silenzio lacerate, vite violentate costantemente. Lo dobbiamo a Daniela, a cui è stata operata la violenza più disumana con l’uccisione di Elena e Diego. Sono davvero grata innanzitutto al lavoro della Commissione, alla presidente e senatrice Valente e a tutti i componenti- dichiara- E sono grata per la discussione di quest’aula, che è stata sinceramente ricca di intensità e progettualità, ciò che accade quando le istituzioni creano la necessaria sinergia per farsi volto di una comunità, che è l’unico luogo che può restituire concretezza di speranza alle donne troppo spesso sole e abbandonate nella tragedia di una violenza subita, troppo spesso taciuta e dimenticata”.
La relazione proposta in discussione da Valente “ha messo in luce alcune criticità- ricorda Bonetti- Il tema della complessità delle procedure,