Venezia77, Nicchiarelli: “Miss Marx non è un film femminista, parla di conflitti umani”

VENEZIA –  Susanna Nicchiarelli torna alla Mostra del Cinema di Venezia, dopo l’esordio con ‘Cosmonauta’ e il piu’ recente ‘Nico, 1988’ (Miglior film della sezione Orizzonti) con il biopic ‘MissMarx’, che racconta la vita della figlia piu’ giovane di Karl Marx. “Non lo definirei un film femminista, parla del conflitto umano tra la parte razionale ed emotiva”, ha dichiarato la regista oggi al Lido durante la conferenza stampa di presentazione della pellicola, uno dei quattro film italiani in Concorso.
“Sicuramente Eleonor Marx e’ importante nella storia anche per il suo femminismo. Lei per prima ha usato il pensiero del padre, il socialismo, anche per articolare il suo discorso femminista.
E’ la prima a parlare di femminismo anche in termini economici e sociali, a parlare di uguaglianza e sfruttamento anche rispetto al rapporto uomo-donna. Sicuramente e’ un’innovatrice, ma non e’ solo questo. Lei lottava per i diritti dei piu’ deboli, per delle istanze piu’ generali, per tutti gli sfruttati della societa’.
Partecipo’ alle lotte operaie e si batte’ per l’abolizione del lavoro minorile”. Nel film Nicchiarelli racconta la contradditorieta’ di una donna forte nelle sue battaglie, ma fragile nei sentimenti, intrappolata in una relazione tossica dalla quale non riesce a uscire.

 NICCHIARELLI: “DONNE REGISTE? IL FILM VA GIUDICATO INDIPENDENTEMENTE”

“Io sogno il giorno in cui non sara’ piu’ interessante contare quante donne ci sono ad un festival”, ha dichiarato Nicchiarelli il cui ‘Miss Marx’ e’ uno degli 8 film a regia femminile su 18 titoli della sezione ufficiale della 77. Mostra del Cinema di Venezia. “Vorrei che il mio film venisse giudicato per quello che e’ senza pensare che sia un film di un uomo o di una donna- ha spiegato Nicchiarelli- Naturalmente la situazione attuale e’ che ci sono piu’ registi uomini che donne e quindi ne parliamo, ma il fatto e’ che siamo tutti individui, tutti diversi. Io sono diversa dalle altre registe donne. Cosi’ come i registi uomini sono diversi tra loro. Sarebbe bello essere giudicati in quanto delle individualita’”. 

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