Salvini a Venezia77 per ‘PADRENOSTRO’, Favino avverte: “Il film non è manipolabile”

La pellicola, ambientata a Roma nel 1976, e’ tratta da una storia vera, quella dell’attentato terroristico dei Nuclei Armati Proletari al vicequestore Alfonso Noce

VENEZIA – Matteo Salvini oggi sara’ alla Mostra del Cinema di Venezia per l’anteprima del film ‘Padrenostro‘, con Pierfrancesco Favino. “Io personalmente non l’ho invitato– ha dichiarato l’attore, durante la minipress di presentazione oggi al Lido-. Penso che venga in forma privata e nessuno ha il diritto di impedirglielo. Non credo che avremo modo di incontrarci. Se penso alla sua capacità di sapere essere presente nei momenti importanti, mi fa piacere che ci sia. Se invece devo pensare in termini di manipolazione, penso che abbiate tutti visto il film e non credo che ci sia la possibilità. Non credo che sia un film pro-poliziotti o pro-Nap, è un film su due bambini figli gli uni degli altri, quindi spero per lui non sia un viaggio a vuoto”.

Il film ‘Padrenostro’, diretto da Claudio Noce, è in concorso alla 77esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. La pellicola, ambientata a Roma nel 1976, e’ tratta da una storia vera, quella dell’attentato terroristico dei Nuclei Armati Proletari al vicequestore Alfonso Noce, padre del regista e interpretato da Favino.

In ‘Padrenostro’ a essere testimone dell’evento e’ Valerio (Mattia Garaci), un bambino di 10 anni, alter ego del regista. ‘Padrenostro’ racconta le paure e il senso di vulnerabilità che l’evento ha generato in lui e l’incontro con Christian, un misterioso ragazzino, che sembra spuntato dal nulla e la nascita della loro amicizia.

GLI ANNI DI PIOMBO

“Volevamo raccontare l’infanzia, lo sguardo di un bambino che ha vissuto degli anni di piombo. Il messaggio politico e’ questo. Noi facciamo parte di una generazione, quella dei 50enni, che proprio perché non ha partecipato a grandi eventi storici è stata messa in un angolo silenziosamente e le è stato forse impedito di dire ‘noi l’abbiamo vissuta così’. Noi non abbiamo avuto il problema di essere antagonisti, perché i figli degli uni e degli altri hanno condiviso i bisogni infantili”.

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