A tracciare il quadro di quella che sara’ la prossima stagione influenzale e’ Guido Castelli Gattinara, pediatra e infettivologo, presidente della Societa’ italiana di infettivologia pediatrica (Sitip)
ROMA – “Se quest’anno prendiamo l’influenza e’ possibile che sia piu’ grave, perche’ potremmo prendere in concomitanza anche il Coronavirus e viceversa. C’e’ quindi un rischio aumentato di complicanze, e non perche’ il virus influenzale sia piu’ ‘cattivo’ ma proprio perche’ l’inverno che stiamo per affrontare presenta la somma di questi due virus circolanti”. A tracciare il quadro di quella che sara’ la prossima stagione influenzale e’ Guido Castelli Gattinara, pediatra e infettivologo, presidente della Societa’ italiana di infettivologia pediatrica (Sitip).
“Ci sono dei lavori scientifici che riportano come il virus influenzale possa aprire la strada al Coronavirus. Esistono, infatti, dei meccanismi biologici dimostrati– conferma Gattinara- per cui attraverso i recettori di membrana – i recettori cellulari che si chiamano Ace2 – si riesce ad aprire la porta al Coronavirus. Con la somma delle due infezioni l’impatto col sistema immunitario diventa piu’ del doppio e quindi aumenta il pericolo che si possano manifestare problematiche come quelle di tipo respiratorio”.
Dall’Australia, dove l’influenza e’ appena passata, si puo’ capire quali saranno le caratteristiche del virus che ci aspetta. “Febbre molto alta per due, tre giorni, stato di malessere, prostrazione. La sintomatologia e’ piu’ o meno simile ogni anno- spiega Gattinara- a volte i virus possono essere piu’ virulenti, possono essere trasmessi con piu’ facilita’, avere un impatto clinico piu’ o meno maggiore, ma quest’anno il problema e’ proprio la somma delle due pandemie (influenza e Coronavirus, ndr)”, ribadisce il pediatra ricordando che l’influenza causa milioni di malati e tra i 300.000 e i 600.000 morti l’anno, di cui tra i 6.000 e gli 8.000 solo in Italia. Proprio guardando all’altra parte del mondo, pero’, possiamo capire come tentare di difenderci. “In Australia l’epidemia e’ stata praticamente concomitante con la diffusione del Coronavirus- spiega il presidente Sitip- molte persone hanno vissuto il lockdown, hanno iniziato a usare le mascherine,