ROMA – “I giovani, con la loro mobilitazione, sono stati tra i principali artefici del processo che ha portato agli accordi di pace di fine 2016. Ora che sono riprese le violenze, sono diventati tra i principali obiettivi: o vengono reclutati dai gruppi paramilitari o ne diventano vittime”. A parlare e’ Camilo Gonzalez, 73 anni, ingegnere chimico, ministro della Salute negli anni novanta, oggi presidente della Indepaz, ong che dal 1984 si occupa di promuovere la pace nel Paese.
L’agenzia Dire lo ha intervistato mentre la Colombia si trova ad affrontare un’ondata di violenze, che dall’inizio dell’anno ha fatto registrare piu’ di centovittime. Oltre ai leader dei movimenti sociali, i dirigenti delle amministrazioni locali e gli ex combattenti che hanno preso parte al conflitto civile, quasi la meta’ delle persone uccise in questi mesi sono giovani o adolescenti, sorpresi da commando armati durante feste, incontri informali, situazioni della vita quotidiana. La popolazione ha ribattezzato questi agguati ‘masacres’: massacri.
Come spiega Gonzalez, “Non esiste un riferimento giuridico specifico ma con questa definizione intendiamo ormai indicare l’uccisione di gruppetti di quattro persone o piu’, che vengono attaccati da gruppi armati con lo scopo di rendere sempre ben visibile il loro controllo sul territorio. Spesso vengono uccise anche persone che non sono coinvolte che in nessun modo nelle loro attivita’”.
Secondo il presidente di Indepaz, le vittime sono soprattutto “studenti delle aree urbane ed esponenti delle classi piu’ elevate della popolazione ‘campesina’”, ossia gli abitanti delle zone rurali. Gonzalez descrive questi ragazzi come “dinamici, organizzati e contrari alla guerra”.
Una generazione piena di qualita’ insomma, che tuttavia e’ esposta “ad una pressione continua da parte dei numerosi gruppi illegali, che tenta di arruolare i giovani con diverse strategie”. Se sono ragazzi e ragazze a morire negli agguati, spesso sono proprio ragazzi e ragazze gli esecutori materiali degli attacchi, puntualizza l’esperto.
Quanto ai mandanti di questi omicidi, per Gonzalez si tratta “di una moltitudine di attori diversi”.