Coronavirus, Pozzobon (Sima): “Adolescenti non sono colpevoli o untori”

Gabriella Pozzobon, presidente della Societa’ italiana di medicina dell’adolescenza (Sima), non ci sta a puntare il dito solo sui piu’ giovani per l’aumento dei contagi

ROMA – “Non bisogna pensare all’adolescente come colpevole o untore“. Gabriella Pozzobon, presidente della Societa’ italiana di medicina dell’adolescenza (Sima), non ci sta a puntare il dito solo sui piu’ giovani in merito all’impennata dei contagi registrata negli ultimi giorni.

La pediatra del San Raffaele di Milano apre, invece, una riflessione e lo fa a partire dalla storia di “un’adolescente, Martina, che su un quotidiano nazionale ha raccontato di sentirsi profondamente in colpa nei confronti di suo padre, attualmente in rianimazione, poiche’ ha partecipato a una festa in discoteca. Se luoghi come le discoteche sono stati aperti, forse, non bisogna pensare solo all’adolescente come colpevole. Siamo stati tutti adolescenti e sappiamo bene cosa significhi rimanere chiusi in casa in quella fascia di eta’, per poi ritornare a vivere un’estate che ora li vede messi in prima pagina”.

La quarantena ha lasciato segni tangibili sulla salute psicofisica dei piu’ giovani. La Sima insieme al laboratorio ‘Child in Mind lab’ della facolta’ di Psicologia dell’Universita’ Vita-Salute San Raffaele ha condotto una ricerca su circa 700 adolescenti attraverso l’invio email di questionari validati e atti a valutare soprattutto lo stato emotivo, con particolare attenzione alla sintomatologia ansiosa e alla disregolazione emotiva.

Lo studio ha infatti fotografato la situazione degli adolescenti nelle diverse regioni italiane, approfondendo eventuali differenze al livello scolastico e alla regione di appartenenza, indagando l’incidenza di profili di rilevanza clinica nelle diverse variabili valutate. Il campione e’ stato selezionato in tutta Italia a scopo volontario e “ne e’ scaturito uno scenario molto trasversale della popolazione- spiega la presidente della Sima- da cui emerge un’alta incidenza di problematiche ansiose. Ad esempio, se consideriamo la scala di ansia generalizzata, si arriva ad avere piu’ di un quinto del campione con sintomatologia a livello clinico o borderline”.

Questi dati “in qualche modo ci mostrano non solo che il lockdown ha chiaramente condizionato l’aspetto emotivo degli adolescenti, ma che l’impatto sia stato anche maggiore proprio negli studenti delle scuole medie superiori- sottolinea Pozzobon– ovvero nei nostri adolescenti andati in vacanza alla ricerca di relax e divertimento e che in questi giorni sono sotto l’occhio di tutti”.

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