Mali, Suor Bovino: “A Bamako comandano i golpisti e mancano leader”

Suor Myrian Bovino, piemontese, da 20 anni in Mali, parla con l’agenzia Dire da una missione a ridosso della base dei golpisti a Kati

ROMA – “C’era tanto malcontento, anche nella scuola e tra gli insegnanti, ma questo intervento dei militari preoccupa ancora di piu’, perche’ non se ne immaginano gli sbocchi e perche’ mancano leader politici preparati”. Suor Myrian Bovino, piemontese, da 20 anni in Mali, parla con l’agenzia Dire da una missione a ridosso della base dei golpisti a Kati.

“Il presidente e’ detenuto proprio qui” risponde al telefono, in riferimento al campo dell’esercito, dal quale era partito pure il colpo di Stato del 2012. “Ieri abbiamo sentito gli spari dei militari e abbiamo seguito le raccomandazioni di restare in casa” riferisce suor Bovino. “Oggi preoccupa invece il futuro, sotto il segno dell’incertezza, con una situazione di grande confusione, che non e’ nient’affatto risolta”.

Nella notte, dopo l’arresto da parte di un gruppo di militari che sarebbero guidati dai colonnelli Malick Diaw e Sadio Camara e dal generale Cheick Fanta Mady Dembele, il presidente e’ stato condotto a Kati e costretto ad annunciare le dimissioni sue e del governo con un messaggio registrato per la tv.

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L’ormai ex capo di Stato ha detto di “non avere realmente scelta” e di essersi dovuto “sottomettere” per evitare che fosse “versato sangue”. Suor Bovino, missionaria delle Figlie di Maria ausiliatrice, originaria di Bellinzago Novarese, ricorda che in Mali le ultime settimane erano state segnate da rivendicazioni diffuse e proteste di piazza. “Al malcontento e alle manifestazioni non e’ pero’ finora corrisposta alcuna proposta chiara, espressione di un leader preparato” dice la religiosa.
Convinta che a “preoccupare” sia anche il ruolo crescente come ispiratore delle contestazione avuto dall’imam Mohmoud Dicko, studi in Arabia Saudita, orientamento wahabita, gia’ presidente dell’Alto consiglio dei musulmani del Mali. Con le consorelle la missionaria aveva gia’ vissuto in prima linea le incertezze seguite al golpe del 2012,

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