Cosa ci ha insegnato il Covid-19, la voce degli infermieri

Durante la pandemia quello che prima era un posto rassicurante è stato percepito come un luogo di pericolo, e la casa, la famiglia si sono riscoperti come possibili luoghi di cura

ROMA – La pandemia da Covid-19 che stiamo affrontando ci ha posto di fronte alla necessità di ricercare nuovi modelli assistenziali per rispondere ai bisogni di salute dei nostri piccoli pazienti. Spesso i nuovi modelli possono basarsi su strategie ormai consolidate, che se implementate, possono convergere sinergicamente nel dare risposte appropriate ai nostri piccoli pazienti ed alle loro famiglie. Nella fase più acuta della pandemia ogni risorsa è stata dirottata verso un nuovo pericolo da scongiurare, ma le patologie che affliggevano i nostri bambini, specie quelle croniche, rimanevano e rimangono lì in attesa di avere le medesime cure di un tempo, senza le quali alcuni bambini potrebbero anche non sopravvivere. Durante l’emergenza sanitaria il ruolo paternalistico e sicuro del luogo di cura è venuto a mancare. Quello che prima era un posto rassicurante è stato percepito come un luogo di pericolo, e la casa, la famiglia si sono riscoperti come possibili luoghi di cura. Ora è tempo per l’infermieristica pediatrica di promuovere un principio cardine che la compone, quello della Family Centered Care (FCC), con la quale, anche in considerazione della gestione futura dell’epidemia, potremmo aiutare la famiglia a gestire il bambino in maniera appropriata, diventando luogo di cura e di armonia tra assistenza e protezione del bambino malato.

Gli infermieri dei bambini nello svolgimento della propria professione non possono fare a meno di tenere in considerazione la famiglia nel suo insieme. È un approccio che viene da lontano. A partire dagli anni ’50, si sviluppa un movimento filosofico che, abbandonando un’infermieristica di tipo nightingheliano, rimette al centro della cura del bambino l’importanza della famiglia. John Bowlby, la teoria dell’attaccamento e il Rapporto Platt del 1959 sono solo alcuni iniziali modelli che definiscono l’inizio di un processo, che terrà conto della sfera psicologica e della famiglia per un’adeguata assistenza dei bambini. A partire da quel momento furono molte le esperienze che cercarono di mettere al centro della cura il sistema famiglia e non solo la malattia del bambino. Per una definizione meno vaga di FCC bisogna aspettare Mikkelsen e Frederiksen che,

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