L’estate ai tempi di Covid, nessun pienone in spiaggia e città d’arte vuote

AGI – Nessuna ressa in spiaggia e corse all’ultimo parcheggio auto, città d’arte senza stranieri con il naso all’insù e alberghi semi deserti. È l’estate ai tempi di Covid, un’estate di pendolari, dove la vacanza è all’insegna del ‘mordi e fuggi’ e privilegia le zone turistiche del Paese con prevalenza di seconde case, mentre penalizza quelle con maggiore valenza alberghiera, soprattutto di alto livello. A cominciare dalle città d’arte, che con la loro alta percentuale di internazionalizzazione sono quelle che maggiormente richiamano i turisti del segmento lusso. 

Confcommercio, senza stranieri crolla il lusso 

Turisti stranieri quasi assenti in Italia. Una mancata spesa di circa 13 miliardi di euro, solo nei mesi di luglio-agosto e settembre, precisamente conti alla mano 13 miliardi e 734 milioni di euro. È la stima Confcommercio, secondo i cui calcoli si registra quasi l’80% in meno di presenze negli hotel a 5 stelle. In particolare, mancano all’appello soprattutto i turisti stranieri (-91,2%) che per le strutture di alta gamma costituiscono la componente principale della domanda. I principali habitués

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