La psicoterapeuta: “Gravi rischi per la piccola dei fratellini di Cuneo”

ROMA – “M. è sottoposta da molti mesi ad un’esperienza che presenta caratteristiche potenzialmente traumatogene sul versante psicologico: dal mese di dicembre ha subito un trasferimento forzato, coi fratelli, dalla casa materna alla casa dei nonni paterni. Nonni che sono i genitori del loro padre, indagato per abusi sui figli minori. Nonni che hanno cercato di intimidire i nipoti, paventando la loro collocazione in comunità (cosa poi avvenuta) se non avessero ritrattato le loro accuse contro il padre (pressioni documentate agli atti). Il 10 luglio M., coi fratelli, è stata prelevata dalla Forza Pubblica dalla casa dei nonni: la descrizione delle modalità è stata raccontata alla madre dalla sorella di M., che ha descritto la piccola terrorizzata, attaccata a lei alla ricerca di protezione e, successivamente, strappata al suo abbraccio e portata via con la forza da agenti in divisa”. Inizia così la descrizione che all’agenzia Dire ha riferito Loredana Palaziol, psicoanalista e consulente di parte della mamma di Cuneo che ha seguito la perizia disposta in sede penale per l’accertamento dell’idoneità a testimoniare dei minori; ha elaborato la sintesi clinica sulla valutazione psicologica di parte della mamma, depositata al Tribunale per i Minorenni nell’atto di costituzione . “Conosco a fondo- ha spiegato- gli atti del procedimento civile, la CTU disposta presso il Tribunale ordinario, la perizia disposta in sede penale e gli atti depositati presso il Tribunale per i minorenni”. Il suo è un vero e proprio appello e una denuncia sulle modalità e decisioni adottate in questi mesi dal servizio sociale: “Straordinariamente distanti- le ha definite Palaziol- da quelle che dovrebbero essere rivolte a tutelare il benessere psicofisico della minore. Sembra, infatti, che chi decide non abbia alcuna competenza psicologica in età evolutiva. E forse è proprio così: chi decide, da ciò che si evince dalla documentazione, sono le assistenti sociali del servizio territoriale. Ci domandiamo: si sono consultate con le colleghe della neuropsichiatria infantile? L’assistente sociale non è un esperto in psicologia dell’età evolutiva, ma per ragioni non comprensibili, decide la sorte dei minori e delle relazioni affettive per lui più importanti.

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