VIDEO | Mamma Lucia continua il suo 41 bis. Il legale: “Non vede il figlio da 7 mesi”

ROMA –  “Lucia non vede il figlio da diversi mesi, da dicembre-gennaio almeno. Nel frattempo, durante il periodo del Covid, abbiamo chiesto almeno di far sentire telefonicamente in videochiamata il bambino con la madre. La videochiamata non e’ stata autorizzata dal padre, e i Servizi sociali di questa diatriba se ne sono sempre completamente fregati”. A parlare all’agenzia di stampa Dire, a margine del focus group sulla violenza istituzionale organizzato sabato 25 luglio dall’associazione Penta Mariano, e’ l’avvocato Antonio Castellani, legale di mamma Lucia (il nome e’ di fantasia, ndr), che continua a scontare il suo “41 bis” raccontato in una precedente intervista alla redazione di DireDonne.

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“Lucia– ricorda Castellani- e’ una di quelle mamme che, dopo aver subito violenza da parte del compagno durante la vita di coppia, e’ stata successivamente considerata alienante e, quindi, oppositiva nel consentire al minore di accedere alla figura paterna, perche’ chiaramente ha considerato l’ex compagno una persona pericolosa, per se stessa e per suo figlio”.

Fino a pochi mesi fa vedeva Mattia (il nome e’ di fantasia, ndr), il suo bambino, oggi di 11 anni e mezzo, “una volta a settimana con incontri protetti”, perche’ accusata da una Ctu di averlo imbrigliato “in un conflitto di lealta’ configurabile secondo i criteri del Dsm-5 come un disturbo relazionale che gli impedisce l’accesso al padre”. Quello stesso padre che “mi maltrattava”, aveva raccontato Lucia, la quale aveva “denunciato la violenza” dell’ex anche portando “certificati medici”, ma “tutto fu archiviato”. Dopo l’ampliamento del diritto di visita paterno, il Tribunale di Venezia ha quindi deciso di affidare Mattia “in via super esclusiva al padre– ricorda alla Dire il legale- senza approfondire o prendere in considerazione quegli episodi di violenza riferiti dalla madre che erano stati anche oggetto di querele”, poi ritirate dalla donna “per cercare di trovare un punto di incontro con l’ex compagno”. Il provvedimento, impugnato davanti alla Corte d’Appello di Venezia che poi lo ha confermato “nonostante la mancata audizione del minore”,

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