Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), intervistato a SkyTg24 in merito al ‘dramma minori’ che dalla vicenda barese si sposta fino in Giappone
ROMA – La vicenda di Luigi, neonato abbandonato a Bari in una culla termica presso la chiesa del quartiere di Poggiofranco, “ricorda esattamente la ruota degli esposti, quando negli ospedali romani c’era questa ruota dove veniva poggiato il bambino. La ruota girava e il bimbo si trovava all’interno dell’ospedale”. Parte da qui Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), intervistato a SkyTg24 in merito al ‘dramma minori’ che dalla vicenda barese si sposta fino in Giappone, dove una madre ha lasciato la figlia per andare dal fidanzato conosciuto online. Noa dopo 7 giorni e’ poi morta in casa per disidratazione.
Le cronache recenti accendono i riflettori su due scenari e due culture diverse. Nel caso di Bari, infatti, “spesso si cercano di punire i genitori a oltranza, ma non e’ corretto. Per i genitori abbandonare un figlio e’ sempre una tragedia, mai un atto di piacere o un’azione dovuta meramente a una giustificazione economica. I genitori- continua l’esperto- non vanno criminalizzati, la ruota esisteva gia’ molto tempo fa ed e’ opportuno comprendere che esistono ancora situazioni talmente difficili da gestire che necesiterebbero di un appoggio sociale che faccia si’ che non avvengano tragedie”.
Un lato positivo nella vicenda di Poggiofranco c’e’: “Il bambino viene recepito da una comunita’, sia essa medica, cattolica o laica non ha importanza. Significa che ha una nuova famiglia e una nuova vita”, sottolinea lo psicoterapeuta.
D’altro canto, invece, la recente cronaca giapponese va letta sotto molteplici punti di vista. Anzitutto, “la madre di questa bambina aveva un grave disturbo di personalita’. Il fatto che raggiunto il compagno non abbia piu’ pensato alla figlia, che non abbia inviato foto alle persone care, paventa un disturbo importante“.
Presa da un “raptus di affettivita’ per quest’uomo ha chiuso con la vita precedente,