Boldrini (Pd): “Lo psicologo di base accompagna nelle fasi difficili della vita”

ROMA – Problemi legati a particolari fasi del ciclo di vita oppure all’adattamento, come lutti, perdita del lavoro, separazioni e malattie; disagi emotivi transitori dovuti ad eventi stressanti, come per esempio quello dell’emergenza Covid-19. Sono alcune aree di intervento su cui lo psicologo di cure primarie (PSICUP) è chiamato ad intervenire tempestivamente, offrendo un breve supporto primario. L’istituzione di questa figura professionale, che ha l’obiettivo di garantire a tutti i cittadini l’assistenza psicologica di base, è l’obiettivo che si pone il disegno di legge dal titolo ‘Istituzione dello psicologo di cure primarie’, presentato oggi al Senato in occasione di una conferenza stampa.

L’agenzia di stampa Dire ha intervistato la sua prima firmataria, la senatrice Paola Boldrini, capogruppo del Pd in Commissione Sanità. “Lo psicologo per le cure primarie è un professionista della psicologia che si occupa dei primi livelli dei disagi che possono avere i cittadini affrontando le tematiche della vita- spiega la senatrice- Non è la prima volta che se ne parla, ma una proposta di legge così organica non era mai stata presentata. Il sostegno psicologico per il benessere della persona era già stato inserito in tantissime leggi, quindi si andrebbe a completare un percorso iniziato se vogliamo addirittura dalla 833/78, passando poi per la legge Balduzzi, con un ampliamento dei servizi territoriali più prossimi ai cittadini, per il decreto Calabria e ancora per il piano della cronicità”.

Garantire a tutti l’assistenza psicologica di base, è un po’ questo l’obiettivo che si pone il disegno di legge. Ma perché ha pensato ad una proposta del genere? Abbiamo bisogno tutti dello psicologo oggi?

“Innanzitutto bisogna sfatare il mito per cui chi va dallo psicologo ha dei problemi mentali, perché non è assolutamente così– risponde Boldrini- Era una legge nel cassetto già da tempo, poi l’emergenza Covid-19 ha prodotto effetti sulla psiche delle persone, a volte anche devastanti. Pensiamo a cosa ha significato per tanti professionisti della sanità ritrovarsi di fronte all’impossibilità di salvare le persone, perché abbiamo visto purtroppo quanti decessi ci sono stati. Poi ci sono i cittadini: a molti di loro lo stare chiusi in casa tre mesi ha sicuramente provocato un disagio, anche se momentaneo”. Lo psicologo delle cure primarie,

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