Escobar dice addio al Piccolo di Milano, Franceschini: “Direzione eccellente”

Ha guidato il Piccolo Teatro di Milano, Teatro d’Europa, per ventidue anni, prendendone le redini dopo la morte di Giorgio Strehler

ROMA – Sergio Escobar lascia la direzione della Fondazione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa dopo ventidue anni. Le sue dimissioni sono a partire dal 31 luglio.

“Il Piccolo Teatro di Milano è un’eccellenza italiana, un punto di riferimento della produzione teatrale europea, una realtà vivace e molto attenta alle nuove generazioni che negli anni ha saputo accentuare la propria dimensione internazionale e interdisciplinare. Tutto questo è stato possibile grazie al sapiente lavoro di Sergio Escobar che lo ha guidato con passione e autorevolezza negli ultimi ventidue anni, ottenendo risultati importanti dal punto di vista artistico, di pubblico ed economico. Grazie al suo impegno, il Teatro ha visto una costante crescita, ha formato centinaia di nuovi artisti ed è divenuto un punto di riferimento per l’intera società realizzando quell’obiettivo di ‘teatro come servizio pubblico’ che i fondatori avevano immaginato nell’immediato dopoguerra per il Piccolo. Ringrazio Sergio Escobar per l’importante lavoro fatto in questi anni”. Così il ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, nel ricevere la lettera di dimissioni di Sergio Escobar da direttore della Fondazione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa a partire dal 31 luglio.

LE DIMISSIONI

Nella lettera inviata al ministro e riportata in una nota del Mibact, Escobar ha spiegato che “per quasi ventidue anni dalla morte di Giorgio Strehler, ho avuto l’onore di dirigere il Piccolo Teatro di Milano, Teatro d’Europa, avendo al mio fianco grandi artisti, grandi registi, per quindici anni Luca Ronconi che volli come direttore artistico dall’inizio del mio mandato, sino alla sua morte. Moltissimi i giovani attori anche formatisi nella nostra Scuola, sotto la guida di grandi maestri, moltissimi gli artisti internazionali che hanno scelto l’eccellenza, costruita nella storia e nel fare quotidiano del ‘palcoscenico’ del Piccolo, di firmare regie, spesso per la prima volta con attori italiani, che hanno segnato un nuovo, rinnovato, posizionamento del Teatro.

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